Chateau d'eau e la riconversione architettonica
Nello Chateau d'eau, la riconversione, anche se ha stravolto l'origine della struttura, non ha affatto cancellato l?identità complessiva, ma è uno splendido esempio di questa tendenza in veloce diffusione.
L'ex serbatoio idrico nel villaggio di Steenokkerzeel, in Belgio, è uno degli esempi meglio riusciti della pratica di riconversione architettonica. Lo studio di progettazione che si è occupato del lavoro è Bham Design Studio, un team di Bruxelle s diretto da Mauro Brigham, studio poliedrico che si occupa di progetti che vanno dall'interior, al residenziale, al commerciale.
Il serbatoio è detto anche "Chateau d'eau" ed è una torre alta 30 metri, trasformato in un lussuosissimo appartamento di ben 450 metri quadrati che si sviluppa su sei piani. La riconversione della torre è stata all'insegna dell'hi-tech, del design e del minimalismo.

(Chateau d'eau_Bham Design Studio_Bruxelles)

(Chateau d'eau_Bham Design Studio_Bruxelles)
Quando di parla di riconversione edilizia si fa riferimento ad una pratica architettonica che mira ad una ristrutturazione che sia in grado di essere il più fedele possibile alle originarie fattezze e destinazioni d'uso. Molto in voga negli ultimi anni, questa pratica punta spesso agli edifici industriali che vengono trasformati in loft o locali commerciali notturni. "La riconversione degli edifici ha un ruolo che, senza essere spettacolare, è importante per la continuità e lo sviluppo delle città; può anche essere intesa come un rafforzamento della politica di salvaguardia: infatti, con questo strumento, la salvaguardia del patrimonio non è fine a se stessa ma è piuttosto il mezzo attraverso il quale si rendono disponibili gli edifici privilegiando attività necessarie alla comunità, senza interrompere la dinamica sociale che è la vita del quartiere o della città. Si favorisce, cioè, l'adattamento progressivo del tessuto più antico alle nuove esigenze dei nuovi utilizzatori, la trasformazione del patrimonio edilizio alle necessità tecniche, sociali ed economiche della società che ha ereditato" (Cit. "La ristrutturazione edilizia", A. Baglioni, G. Guarniero, Ed. Hoepli)
In questo progresso hanno un ruolo predominante l'attenzione alla storicità dell'edificio e quella creatività capace di dargli nuova vita. Questo si riscontra molto facilmente nello "Chateau d'eau".
L'esterno è stato mantenuto pressoché identico all'originale, salvo le dovute modifiche di ristrutturazione per riparare alle ovvie usure dovute al tempo e agli agenti metereologici. L'interno è invece il vero progetto che sbalordisce l'insieme.


Fondamentalmente gli architetti hanno voluto mantenere la natura dell'edificio originario, tipica struttura di uso industriale. Infatti le gigantesche colonne interne sono state solo dipinte di grigio scuso per evidenziarle dal resto che invece è completamente bianco. La riconversione, anche se ha stravolto l'origine della struttura, non ha affatto cancellato l'identità complessiva. Infatti, gli alti soffitti e le numerose scale a chiocciola sono state lasciate identiche. Le finestre sono state allargate per permettere un migliore visibilità e godere nel migliore dei modi dell'esteso panorama esterno e ogni zona dell'appartamento è dotata dei più moderni scenari e sistemi domotici.
Anche se lo spazio fruibile è abbondante, la casa destinata ad una sola coppia e il loro gatto, che ha addirittura una casina tutta per se. La parte più alta della torre, un'ampia sala circolare con copertura a cupola è adibita ad eventi pubblici, Infatti, almeno un paio di volte al mese, prestigiose aziende vi svolgono laboratori e convention d'alto profilo, sfruttando anche la vicinanza dell'aeroporto.



Le zone della casa comprendono un gran numero di stanze, ovvero, una camera da letto padronale, una zona lavoro e camere da letto per gli ospiti tutte servite da bagni privati e varie cabine armadio, una biblioteca, le varie zone giorno, la sala conferenze in alto, un ampio terrazzo e due garage.
Per quanto riguarda l'arredamento, tutto è improntato sulla linea minimalista, con oggetti di design molto semplici, dalle linee lunghe e taglienti e colori chiavi, contrariamente ai pavimenti per i quali è stato scelto un legno scuro wengé. Si vengono a creare degli ambienti molto ampi e luminosi, serviti dalle più avanzate tecnologie.
La torre dell'acqua è stata costruita alla fine degli anni '30 ed è rimasta attiva fino al 1990, svolgendo la sua funzione originaria di raccolta dell'acqua. Successivamente, dopo essere stata dismessa, è stata inserita nel 2004 fra gli edifici per la conservazione e individuazione dei monumenti di guerra dalla commissione reale, perché durante il secondo conflitto mondiale è stata usata dai nazisti come nascondiglio.
Autore
Dott.ssa Chiarina Tagliaferri


















