Dalle campagne ai giardini. Come abbellire le nostre case con l'antica arte dei muri a secco
Da nord a sud le nostre campagne sono ancora oggi ricche di splendidi esempi di muri a secco, testimonianza di un'antica capacità di costruzione e auto-costruzione. Ecco com'è fatto un muro a secco, a cosa serve e come possiamo utilizzarlo anche nei nostri giardini.
Le murature a secco sono tra le costruzioni più antiche realizzate in tutto il mondo. L'Italia non fa certo eccezione. Usati per lo più come murature di sostegno per i terrazzamenti collinari, oppure per suddividere i terreni agricoli anche in pianura, viaggiando lungo la penisola non si può evitare di imbattersi in questa arcaica forma d'arte campestre, purtroppo in molti casi in stato di abbandono e incuria, ma ancora oggi testimonianza di un'antica capacità di costruzione e spesso di auto-costruzione. Realizzate dagli stessi contadini con le pietre ricavate dal dissodamento dei campi, oppure da abili mastri muratori con pietre estratte da apposite cave, ciò che caratterizza tutte le murature a secco presenti nella penisola italiana, indipendentemente dalle funzioni svolte dai muretti caso per caso, è il legame inscindibile con il territorio.

(Vigneto ligure terrazzato con muratura a secco)
Che siano utilizzate per sorreggere i terrazzamenti evitando lo smottamento del terreno, oppure per tracciare il corso dei sentieri campestri, o ancora per suddividere le proprietà agricole private, i muri a secco sono costruiti sempre con pietre di provenienza locale. Anche per questo motivo, a seconda della località in cui ci si trova, l'aspetto dei muri a secco sarà sempre diverso. Per fare un esempio, i muretti a secco in pietra arenaria che caratterizzano i terrazzamenti liguri nella zona delle Cinque Terre risultano certamente diversi rispetto ai muretti a secco in pietra calcarea che caratterizzano il paesaggio rurale del territorio siciliano di Modica e del ragusano.

(Muretto a secco della zona di Modica, Ragusa)
Cos'è un muro a secco
Un muro a secco è un tipo di muratura in pietra realizzata senza l'ausilio di malte o leganti, costruito mediante la sovrapposizione di pietre di varia forma e dimensione, incastrate tra loro tramite l'uso di altre pietre, schegge o pietrisco di piccola dimensione. In passato le sue funzioni erano molteplici. Non solo serviva a sorreggere i terrazzamenti, a delimitare i confini dei sentieri oppure a suddividere i terreni agricoli, ma svolgeva anche un ruolo di stabilizzazione idrogeologica. Essendo realizzato senza l'utilizzo di malte o leganti, in caso di forti piogge consente il passaggio dell'acqua e del vento evitando allagamenti e smottamenti del terreno, mentre in caso di siccità funge da riserva d'acqua grazie all'umidità conservata nei suoi interstizi.
Come si costruisce un muro a secco
La costruzione di un muro a secco non è un'operazione semplice, ma richiede grande abilità ed esperienza. In passato potevano essere gli stessi contadini a costruire il muro a secco utilizzando le pietre ricavate dal dissodamento dei terreni da arare, ma più spesso la costruzione era affidata a mastri muratori in grado di operare con precisione e abilità. La durata di un muro a secco, infatti, dipende in larga parte dalla precisione con cui è stato costruito.
La costruzione comincia con lo scavo di un solco per l'intera lunghezza del muro, di larghezza proporzionale all'altezza prevista per il muro. Al suo interno si posizionano due file parallele di pietre di grossa dimensione, mentre su entrambi i lati vengono tirati due fili che servono per poter innalzare il muro con precisione, fili che vengono spostati verso l'alto man mano che il muro cresce in altezza. Le file successive di pietre innalzate al di sopra delle due file basilari prevedono l'apposizione di pietre di dimensione sempre più piccola, in modo tale che lo spessore del muro diminuisca man mano che il muro cresce in altezza. Una volta completato, si inseriscono pietre più piccole e pietrisco nell'interstizio centrale tra le due file parallele di pietre, fino a coprire l'intera altezza del muro. Al termine della muratura, si posiziona l'ultima fila di pietre, costituita da sassi di grande dimensione che fungono da chiusura del muro. Le pareti laterali sono infine livellate scheggiando eventuali sporgenze in eccesso e chiudendo gli interstizi creati dall'uso di pietre irregolari mediante schegge di pietre o pietre più piccole.
Si tratta, com'è evidente, di un lavoro che richiede grande abilità e maestria, realizzato da esperti artigiani capaci di scegliere le pietre giuste, di tagliarle se necessario nel modo più opportuno e di posizionarle in modo da creare una muratura compatta e solida, in grado di resistere nel tempo. Non sono molti oggi gli artigiani in grado di compiere questi lavori a regola d'arte, e da più parti si chiedono giustamente forme di tutela e incentivo da parte delle amministrazioni statali e locali per la formazione delle generazioni più giovani così che questa antica arte possa continuare a vivere.
Muri a secco anche nei giardini
Qualora si riescano a trovare artigiani in grado di realizzare questi splendidi manufatti, il loro uso all'interno dei propri giardini può essere certamente un'alternativa ai classici muri in muratura, in cotto o in cemento, soprattutto nelle case di campagna oppure in abitazioni in stile rustico. I muretti a secco possono essere utilizzati in alternativa ai muretti classici per sorreggere i dislivelli del proprio giardino, oppure per delimitare i lati di un piccolo sentiero domestico, o come muratura di confine tra una zona e l'altra del giardino. La loro struttura a secco, trattenendo l'umidità, facilita la crescita negli interstizi tra una pietra e l'altra di animaletti, piante selvatiche e muschi, conferendo all'intera struttura un aspetto ancora più naturale.

(Muretto a secco in un giardino domestico)
Se nel proprio giardino sono presenti alberi importanti, ad esempio un ulivo, è possibile realizzare intorno ad esso una struttura in muratura a secco certamente più originale, derivata sempre dall'antica arte contadina dei muri a secco: le lunette. Si tratta di piccoli muri a secco di forma circolare o semicircolare, costruiti originariamente intorno al fusto degli alberi per proteggerli dal pascolo degli animali e per favorire la conservazione dell'umidità del terreno anche durante la stagione calda.

(Esempio di lunette, o "cuccumeddi", a protezione degli ulivi. Immagine da www.pietrasupietra.net )
Queste strutture sono piuttosto frequenti nel ragusano, in particolare nel territorio di Modica (chiamate nel dialetto locale "cuccumeddi" o "mannaruna"), dove l'antica arte delle murature a secco può essere ammirata ancora oggi sia nei numerosissimi muretti a secco che delimitano i confini dei terreni agricoli, sia, appunto, in queste piccole murature costruite intorno agli ulivi o ai carrubi.
Per saperne di più si consiglia la lettura di:
-Paolo Tiralongo, Pietra su pietra. Architettura in pietra a secco degli Iblei, EdiArgo, 2006
-Accademia dei Georgofili (a cura di), Muri di sostegno a secco: aspetti agronomici, paesaggistici, costruttivi e di recupero, Edizioni Polistampa, 2009
-G. Carta (a cura di), La costruzione del territorio in Sicilia. Dall'Arcadia allo standard: giardini e teatri negli ultimi due secoli, 2004
-Rossella Barletta, Architettura contadina del Salento. Muretti a secco e pagghiari, Capone Editore, 2009
Autore
Dott.ssa Serena Casu























