In Liechtenstein il primo palazzo del Parlamento ecocompatibile
Nel piccolo principato del Liechtenstein si trova il primo palazzo del Parlamento costruito secondo i principi dell'ecosostenibilità. Scopriamo insieme la storia di questa costruzione e le caratteristiche principali.
In Liechtenstein i principi dell'ecosostenibilità sono entrati anche nei palazzi del potere, là dove in parte vengono prese le decisioni che riguardano la tutela ambientale. Il piccolo principato rappresenta il primo paese al mondo il cui palazzo che simboleggia la maggiore autorità politica è stato costruito secondo i principi dell'ecosostenibilità. Nella capitale Vaduz, situata sulla riva destra del Reno e che conta 5000 abitanti circa, è possibile ammirare un eccezionale monumento che ha una lunga storia alle spalle. Dopo una prima bocciatura avvenuta tramite referendum nel 1991, gli abitanti del piccolo principato hanno scelto nel 2000 il progetto firmato dall'architetto tedesco di Hannover Göritz, come la nuova sede del loro Parlamento.

(Il palazzo del Parlamento del Liechtenstein visto dalla piazza)
La costruzione è stata inaugurata ufficialmente nel 2008 e, appena due anni più tardi, si è classificata prima al concorso Wienerberger Brick Award. La kermesse pensata dall'azienda tedesca, produttrice di mattoni, premia ogni due anni le più innovative e creative architetture in laterizio e i relativi autori. I criteri che hanno guidato la giuria nella scelta del vincitore di questa quarta edizione del concorso sono legati alla capacità di soddisfare questi tre aspetti: innovazione, funzionalità e compatibilità ambientale. Per un' architettura che risponda a questi criteri il concetto di sostenibilità assume un ruolo primario e si lega non solo all'applicazione della tecnologia ma anche all'utilizzo di materiali avanzati e di un disegno intelligente dell'edificio, in grado di confrontarsi con le condizioni geografiche e climatiche del luogo in cui sarà costruito.
Il palazzo del parlamento del Liechtenstein si è aggiudicato il primo posto, rispondendo a questi criteri grazie ad un complesso che si compone di tre elementi: il giardino a pianta regolare e due nuovi edifici chiamati la "casa alta" e la "casa lunga". Questa struttura, posta ai piedi della collina del Castello, confrontandosi con gli edifici già esistenti ridefinisce l'urbanistica della capitale, ponendosi sotto la residenza del Regnante e a lato della sede del Governo del Principato.
Di atmosfera magica e aspetto sacrale parlano i visitatori di questo Palazzo, grazie ad una calda luce che si riflette nelle superfici sia all'interno che all'esterno. Cerchiamo quindi di vedere nel dettaglio come l'architetto tedesco sia riuscito ad ottenere questo risultato.
Quali sono le caratteristiche della costruzione?
- microrete di teleriscaldamento, alimentata con una caldaia a condensazione;
- 600 tonnellate di acciaio;
- 5.800 m3 di calcestruzzo;
- 680.000 mattoni color ocra, prodotti su misura che ricoprono pareti e soffitti
Il video che vi mostreremo di seguito, in inglese, ci permetterà di vedere il complesso da varie prospettive anche entrando negli spazi interni e di conoscere l'architetto che ha ideato questa opera. Una voce fuori campo, mentre scorrono le immagini, ci dice come la costruzione di Göritz intreccia lo spazio pubblico e il centro storico e l'importanza che riveste la scelta del mattone come materiale di costruzione sia per gli interni che per gli esterni. Nell' intervista l'architetto dichiara che il suo compito è stato quello di creare un nuovo edificio per il Parlamento che tenesse conto degli edifici già esistenti, abbracciandoli in un'unica composizione in grado di attribuire anche ai vecchi elementi un nuovo significato, ridefinendo in tal modo l'intero ambiente urbano. Si tratta quindi di un mix fra le antiche e le nuove tipologie di costruzione, attraverso un'architettura minimalista che ci regala un effetto solenne e maestoso. Le ultime parole dell'architetto suonano come un elogio dell'ecosostenibilità, quando conclude dicendo che "l'architettura non è stilistica, non deve avere nessuno stile", ma bisogna provare a lavorare solo con i fondamenti.
Anna Cappello
pubblicato il 19 Novembre 2013













