La Demolizione Ecologica per il recupero dei materiali edili

Risparmiare energia grazie ad una nuova tecnica di "demolizione ecologica" degli edifici, un innovativo metodo per l'abbattimento controllato di vecchi palazzi, con il rilascio di pochissime emissioni nocive per l'ambiente, e il recupero della maggior parte degli elementi costruttivi.


È da poco più di un anno che nel campo dell'edilizia si sta sviluppando un metodo nuovo per l'abbattimento e la demolizione degli edifici. Una tecnica ecologica che punta su tre importanti obiettivi: la drastica riduzione dell'inquinamento sonoro, l'abbassamento della percentuale di emissione di CO2 in una percentuale dell'85%, e la riduzione dei quantitativi di polvere liberati nella zona del cantiere che arriva fino al 90%. Non solo, con la demolizione ecologica si punta soprattutto al recupero e reimpiego di circa il 50% dei materiali edili, in rispetto alle nuove normative dell'Europa che prevedono il riciclo di almeno il 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione (in Italia attualmente sono prodotte più di quaranta milioni di tonnellate di rifiuti ma il loro recupero arriva appena al 10%).

Il grattacielo è stato demolito con il sistema

(il Grand Prince Hotel Akasaka a Tokyo)

Le attuali procedure di smaltimento degli inerti alle quali devono attenersi le imprese di costruzione che lavorano nei cantieri edili non sono "controllate", e spesso e volentieri (per non dire quasi sempre) i luoghi in cui finiscono i rifiuti delle attività di lavorazione sono delle discariche improvvisate, con mezzi non idonei, e quindi un aumento dei costi e dell'energia. Spesso materiali di diversa natura vengono accoppiati, e gli stessi rifiuti finiscono in discariche abusive e illecite, o semplicemente abbandonati lungo strade poderali e nelle periferie. La politica ambientale comunitaria in materia promuove l'applicazione concreta della gerarchia dei rifiuti, che non prevede il ricorso a esplosivi o gru demolitrici. Si userà un metodo che potremmo definire a livelli, di volta in volta l'edificio viene spogliato di tutte le sue componenti, cominciando dagli elementi esterni e non strutturali fino ad arrivare a pilastri e travi. Ciò avviene tramite una speciale gru che ha la capacità di generare energia e conservarne il surplus da riutilizzare in nuove operazioni. In questo modo, l'intero processo e tutti i meccanismi diventano ecosostenibili.

Proprio nel 2013 è stato demolito il Grand Prince Hotel Akasaka a Tokyo con l'innovativo sistema "Ecofriendly Tecorep", consentendo il recupero di gran parte del materiale e degli elementi costruttivi per reimmetterli sul mercato edile. Il grattacielo è l'edificio più alto mai demolito nella storia del Giappone. Alto centoquaranta metri, ha il primato di essere stato demolito con la nuova tecnica.

Completato nel 1978 e demolito nel 2009 con tecniche tradizionali

(l'Ardmore Park Block a Singapore)

Negli ultimi cinquanta anni sono stati molti i grattacieli demoliti per far spazio alle nuove costruzioni, e nella quasi totalità dei casi sono stati applicati i metodi tradizionali, senza quindi il recupero delle componenti strutturali, a cominciare dal Singer Building a New York (quarantasette piani, e altezza di centottantasette metri), completato nel 1908 e demolito nel 1968, per finire all'Ardmore Park Block a Singapore (trentasei piani, alto centotrentasette metri), completato nel 1978 e demolito nel 2009.

La demolizione che sfrutterà questa nuova tecnica utilizzerà la gru posta all'interno che potrà distruggere l'edificio partendo dall'alto verso il basso, abbattendo prima il pavimento e poi tutti gli altri elementi strutturali. Secondo i dati forniti dalla Taisei Corporation, l'intero processo ha la capacità di ridurre qualsiasi edificio di circa sei piani al mese, con risultati incredibili sia sul piano del risparmio energetico (e questo anche grazie all'utilizzo di macchinari alimentati esclusivamente con energie rinnovabili), ma principalmente della sostenibilità ambientale. La nuova tecnica offre inoltre la possibilità di lavorare in qualsiasi condizione meteorologica, visto che la demolizione si svolge al coperto.

Autore

Dott. Luigi Boccia

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