Life Sciences Building, il nuovo edificio sostenibile della Bristol University
Inaugurato lo scorso sei ottobre il nuovo Life Sciences Building dell'Università di Bristol. Una costruzione energeticamente efficiente che ospita la facoltà di Scienze Biologiche.
La struttura è stata inaugurata lo scorso anno, con un simbolico avvitamento dell'ultimo bullone da parte del vice-rettore dell'Università di Bristol, ma l'edificio è stato ufficialmente aperto lo scorso sei ottobre, con la partecipazione alla cerimonia di apertura del naturalista David Attenborough. Per la realizzazione del nuovo Life Sciences Building, edificio di 13.500 metri quadrati della Bristol University che ospita la facoltà di Scienze Biologiche, ci sono voluti quattordici anni (e un costo di circa 56 milioni di sterline), per problemi dovuti al posizionamento della struttura in una zona di elevato valore storico-archeologico. I lavori per la sua costruzione sono cominciati nel 2011, e dall'inizio di ottobre l'edificio tanto atteso da studenti e personale universitario è finalmente attivo.

(Il progetto del Life Sciences Building, Sheppard Robson arch.)
Il Life Sciences Building, situato sulla collina di San Michele, oltre a rappresentare un importante punto di riferimento per studenti e scienziati, è un esempio di edificio sostenibile, realizzata prestando particolare attenzione all'efficienza energetica e alla salvaguardia degli equilibri ambientali. Progettato dallo studio Sheppard-Robson e costruito da VINCI UK, l'edificio è stato pensato per ospitare l'attività didattica di duecento studenti, ai quali sono destinati aule, laboratori, sale informatiche, camere acustiche e serre per la crescita e lo studio di piante autoctone e tropicali.
L'edificio è stato organizzato intorno ad un atrio centrale, considerato il cuore sociale dell'edificio, che collega due ali parallele, ciascuna riservata ad un'attività professionale. L'ala est dell'edificio, costruita in parte con materiali di recupero provenienti dalla struttura precedentemente presente sul sito – un ospedale infantile risalente al primo Novecento - è stata progettata per ospitare gli uffici, mentre l'ala ovest ospita i laboratori. Quest'ultima è caratterizzata esteticamente dalla presenza di una facciata in alluminio ondulato che conferisce all'edificio un aspetto contemporaneo. Una scelta progettuale che intende sottolineare i caratteri di modernità dell'edificio e delle attività scientifiche all'avanguardia per i quali è stato realizzato.

(L'ala est del Life Science Building)
La struttura in cemento armato è concepita per ottenere la massima efficienza energetica e per rispondere ai parametri richiesti dalla certificazione ambientale Breem Excellent. Una serie di strumenti consentono all'edificio di avere eccellenti prestazioni energetiche e ambientali, con la massimizzazione della luce naturale, l'utilizzo di illuminazione a basso consumo energetico – appositamente progettata per limitare al minimo l'ulteriore inquinamento luminoso notturno dell'area – e l'adozione di materiali di isolamento ad alta efficienza. L'edificio, inoltre, è dotato di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, di un sistema di recupero del calore proveniente dai laboratori, di schermature mobili automatiche in grado di proteggere gli interni dall'irraggiamento eccessivo diurno e di sistemi per il recupero dell'acqua piovana riutilizzata per l'alimentazione dei servizi igienici.

(Particolare della facciata dell'ala ovest)
Ulteriore elemento che contribuisce alla sostenibilità dell'edificio è la scelta di dotare la struttura di una "giardino verticale", cioè di una facciata ricoperta di vegetazione che attualmente ospita 11 specie differenti di piante di provenienza locale, e che si pone anche l'obiettivo di accogliere alcune specie faunistiche locali, per le quali sono state installati anche appositi box destinati ai volatili. L'edificio è comunque in grado di ospitare anche la coltivazione di specie non autoctone, grazie alla presenza al suo interno di una particolare serra in grado di riprodurre le condizioni di luminosità, temperatura e umidità tipiche delle zone tropicali.
Foto da http://www.bristol.ac.uk/estates/projects/life-sciences
e da http://www.sheppardrobson.com/
Autore
Dott.ssa Serena Casu

















