Passive House, sempre più diffuse in Italia: i criteri per progettarle e costruirle

Le Passive House si stanno diffondendo sempre di più in Italia: coniugano alte prestazioni energetiche a livelli elevati di confort. I criteri fissati dal PHI tedesco per progettare una casa passiva.


Una casa in grado di assicurare elevati livelli di confort e un consumo di risorse minimo, oppure nullo: è la Passivhaus, la Casa Passiva. Nata ufficialmente in Germania nel 1991, la Passive House è molto diffusa in Europa e, da qualche anno, anche in Italia si possono trovare Passive House in particolare nelle regioni del Nord Italia.

Una passive house ha due aspetti vincolanti: le alte prestazioni energetiche e gli elevati livelli di confort. Ogni progetto di casa passiva parte da questi due criteri, che devono essere necessariamente realizzati: gli ambienti devono essere riscaldati con un apporto minimo degli impianti di condizionamento, o con il solo apporto dei sistemi di ventilazione.

La teoria della casa passiva nasce nel maggio 1988 dalla collaborazione tra Bo Adamson dell'università svedese di Lund e il tedesco Wolfgang Feist: una serie di progetti di ricerca finanziati in parte dal land tedesco Assia, gli permisero di realizzare la prima passive house nel 1991, nel quartiere Kranichstein a Darmstadt

In Italia, il primo edificio costruito e certificato dal PHI, l'Istituto di case passive tedesco, è la sede dell'impresa KLAS a Malles Venosta, comune italiano di 5.123 abitanti dell'alta Val Venosta, nella provincia autonoma di Bolzano: sempre qui, nel 2004, è nato il primo edificio pubblico passivo, l'Expost.

Cos'è una casa passiva. Il termine passivo si riferisce alla somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre che, insieme al calore generato all'interno da elettrodomestici, materiali ed esseri umani, compensa le perdite dell'edificio durante la stagione fredda.

Tutti gli elementi della casa forniscono passivamente il calore alla casa: così, una passive house può consumare il 90% in meno rispetto ad una casa convenzionale, e circa il 75% in meno rispetto alle nuove case ad alta efficienza energetica. Una casa passiva, inoltre, può essere costruita con diversi tipi di materiale: legno strutturale, mattone, cemento armato.

una casa passiva in Germania

Aspetto energetico. Un criterio fondamentale nel progettare l'aspetto energetico della casa passiva è il suo fabbisogno energetico, che deve essere inferiore a 15 kWh al m² anno: questo viene realizzato grazie ai materiali e alle tecnologie presenti all'interno della casa. L'energia necessaria a pareggiare il bilancio termico dell'edificio è ottenuta, solitamente, da fonti alternative: pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore. 

I sistemi di ventilazione. L'impianto di riscaldamento convenzionale può anche non essere presente. L' isolamento termico ad altissime prestazioni su murature, vetrate e tetto, insieme ai sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico, possono bastare alle abitazioni che rientrano nella fascia dei 15 kW: il sistema di ventilazione controllata con scambiatori a flusso incrociato, infatti, recupera fino al 95% del calore dell'aria in uscita.

Con questo sistema l'aria calda in uscita da stanze come cucina e bagno, viene convogliata verso uno scambiatore a flusso, dove l'aria fredda in entrata riceverà dall´80% al 95% del calore dell'aria in uscita: l´aria di alimentazione così miscelata viene così re-immessa in casa.

In questo modo, nessuna corrente d'aria risulta percepibile: il resto del calore necessario, può essere generato con una pompa di calore o una caldaia a pellet. L'impianto di ventilazione è indispensabile in una passive house: è impossibile, infatti, usare l'aerazione delle finestre, perché il risparmio energetico non sarebbe mai realizzabile.

Confort. I livelli di confort delle case passive devono essere calcolati nelle fasi di progettazione: tutto concorre al mantenimento della temperatura interna, che deve essere superiore ai 17 gradi. Alcuni dei fattori che più influenzano il raggiungimento di questo livello sono l'isolamento termico, l'assenza di ponti termici, il controllo della ventilazione, l'elevata impermeabilità all'aria.

I criteri fissati dal PHI. L'Istituto di case passive tedesco PHI, che ha una sua diramazione anche in Italia, ha posto dei vincoli precisi per la costruzione delle case passive che, oltre al fabbisogno energetico sotto i 15 kWh/(m²a), devono soddisfare anche altri requisiti:

  •  il fabbisogno energetico per il raffreddamento deve essere anche'esso inferiore ai 15 kWh/(m²a)
  •  sia il carico termico invernale, che quello estivo, devono essere inferiori ai 10 W/m²;
  •  il fabbisogno energetico primario di energia deve essere inferiore ai 120 kWh/(m²a)
  • la tenuta all'aria n50 ≤ 0,6/h
  • la temperatura superficiale interna minima deve essere maggiore 17,0°C
  •  la temperatura superficiale interna minima del pavimento deve essere maggiore di 18,5°C
  •  la temperatura superficiale interna massima deve essere inferiore ai 29,0°C
  • la frequenza di ore surriscaldate deve essere pari o minore al 10%
  • il rendimento effettivo impianto di ventilazione maggiore del 75%, con consumo elettrico delle ventole inferiore ai 0,45 Wh/m³.
Autore

Dott.ssa Francesca Fiore

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