Sì al legno, ma non sempre! Quali specie evitare per le costruzioni e per l'arredamento
Nonostante il legno sia il materiale ecologico per eccellenza, è fondamentale utilizzare sempre specie provenienti da foreste certificate. Per scongiurare rischi di deforestazione, di estinzione delle specie o sconvolgimenti socio-ambientali, è opportuno evitare l'utilizzo di alcuni legnami. Vediamo quali.
L'utilizzo del legno nel settore delle costruzioni continua a diffondersi, vincendo ritrosie e luoghi comuni su questo materiale rinnovabile ed ecologico, e affermandosi giorno dopo giorno come materiale particolarmente adatto alla realizzazione sia delle strutture portanti degli edifici che all'arredamento degli interni. Nonostante sia considerato il materiale eco-compatibile per eccellenza, non va dimenticato che un suo utilizzo indiscriminato e disattento potrebbe essere controproducente per la salute del pianeta e alimentare i fenomeni di deforestazione. Per questo motivo è opportuno prestare estrema attenzione a quali legnami si utilizzano nel settore edilizio, sia nell'ambito delle costruzioni strutturali che nel settore dell'arredamento.
Come regola generale, per essere sicuri che i materiali legnosi provengano da foreste controllate e gestite secondo criteri di sostenibilità ambientale, è sempre opportuno scegliere prodotti certificati. Sono due le principali certificazioni cui fare affidamento per la scelta del legno:
- La certificazione FSC: Forest Stewardship Council è un'organizzazione internazionale indipendente che si occupa della promozione e della gestione sostenibile delle foreste, presente dal 2001 anche in Italia. La presenza del marchio di certificazione FSC consente di identificare i prodotti legnosi provenienti da foreste gestite secondo corretti parametri ambientali, sociali ed economici. (Qui il sito italiano)
- La certificazione PEFC: Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale). Anche questa organizzazione internazionale si occupa di gestire correttamente e secondo criteri di sostenibilità ambientale le foreste mondiali grandi e piccole, prevedendo verifiche periodiche effettuate da ispettori indipendenti per il rilascio della certificazione. La certificazione PEFC è riconosciuta dal Parlamento Europeo come marchio per la gestione sostenibile di boschi e foreste. (Qui il sito italiano)
Per farsi un'idea su quali sono le specie legnose maggiormente sostenibili e dunque da preferire per la costruzione della propria abitazione e per la scelta degli elementi d'arredo per gli interni e per gli esterni, si rimanda ad un apposito articolo della guida.
Nel presente articolo ci occupiamo, invece, dell'altra faccia della medaglia, spiegando quali sono le specie legnose da evitare nel settore delle costruzioni e dell'arredamento, spiegandone per ciascuna di esse i motivi. Per farlo ci affidiamo a un'utile guida sulla scelta del legno stilata da Greenpeace, che ha classificato i principali legnami in commercio nel mondo suddividendoli in "Accettabili, Problematici e Catastrofici".
Tra i legnami considerati "Accettabili" troviamo il Castagno, il Noce, il Frassino, il Ciliegio, il Faggio, la Betulla, l'Acero, la Robinia, la Douglasia, l'Abete, il Pino e il Larice.
Quercia, Pioppo e Pino californiano si trovano, invece, a metà strada, tra i legnami considerati "Problematici".
L'ultima sezione di questa utile guida alla conoscenza e alla scelta del legno contiene quei legnami che Greenpeace per varie motivazioni considera "Catastrofici", il cui commercio è sconsigliato perché si tratta di specie a rischio di estinzione, oppure perché proveniente da foreste vergini, da foreste millenarie, da tagli spesso illegali e non controllati, perché causa di deforestazione o di sconvolgimento degli equilibri socio-ambientali locali. In linea di massima è il legname proveniente da foreste tropicali ad essere sconsigliato, ma nella lista nera troviamo anche legnami di provenienza occidentale.
Per quanto concerne il settore delle costruzioni e dell'arredamento, i legnami da evitare sono i seguenti:
Cedro rosso canadese
Utilizzato sia per le costruzioni che per l'arredamento, proviene dalle millenarie foreste pluviali statunitensi e canadesi, per le quali sono state richieste specifiche tutele. È bene evitare l'uso di questo legno, a meno che non provenga da foreste certificate.
Ayous
Utilizzato per lavori di falegnameria, e per costruire cornici, battiscopa e infissi, in larga parte proviene dalle foreste vergini del Camerun e della Costa d'Avorio, per le quali le Nazioni Unite hanno richiesto la protezione.
Mogano
Utilizzato soprattutto per la realizzazione di mobili pregiati, proviene in larga parte da tagli illegali che hanno portato alla distruzione di foreste pluviali caraibiche e amazzoniche. Nonostante si tratti di un legno protetto dalla convenzione internazionale CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), il suo commercio illegale continua, destinato principalmente alla produzione di mobili pregiati. Ne esistono, tuttavia, alcune piccole quantità provenienti da foreste certificate in Guatemala.
Mogano africano
Si tratta di un legno proveniente dalle foreste pluviali dell'Africa centro-occidentale, molto simile al mogano e pertanto utilizzato in alternativa al mogano americano per la realizzazione di mobili pregiati. La sua commercializzazione, oltre a intensificare la distruzione delle foreste vergini, è spesso legata alle guerre locali e al traffico di armi.
Jatobà e Cabreuva
Legnami provenienti dall'Amazzonia utilizzati soprattutto per la costruzione di battiscopa e parquet. Il suo commercio è spesso illegale e causa della deforestazione amazzonica, ma ne esistono anche di provenienza certificata.
Teak
Pregiato legname tropicale utilizzato soprattutto per la fabbricazione di mobili e di parquet. Si tratta di un legno proveniente dalle foreste monsoniche della Birmania e della Thailandia. Oltre a contribuire alla distruzione delle foreste birmane, il commercio illegale di teak è spesso legato alla guerra civile in corso nel paese.
Merbau
Usato soprattutto per la fabbricazione di parquet, proviene in larga parte da tagli illegali in Indonesia. Ne esistono, tuttavia, anche foreste certificate in Papua Nuova Guinea.
Meranti
Proveniente dal SudEst asiatico, utilizzato soprattutto per la realizzazione di infissi, è uno dei legnami a maggior rischio di estinzione, il cui taglio è spesso illegale e il cui sfruttamento è spesso legato all'alimentazione di conflitti sociali.
Bangkirai (o Yellow Balau)
Utilizzato per la costruzione di mobili, proviene da Malesia e Indonesia. La sua vendita è illegale e non esistono foreste certificate.
Ramino
Uno dei legnami maggiormente a rischio di estinzione, utilizzato per la realizzazione di cornici, battenti e battiscopa. Proveniente dalle foreste paludose indonesiane, nonostante le restrizioni al suo commercio, è commercializzato illegalmente. Il suo taglio alimenta il crimine organizzato ed è una delle cause del rischio di estinzione degli oranghi.
Azobé
Utilizzato per la costruzione di traversine, pontili, pavimenti da esterni e pali da agricoltura, proviene dalle foreste dell'Africa centrale. Non esistono foreste certificate e spesso il suo commercio è legato al traffico illegale di armi
Iroko e Afrormosia
Utilizzati principalmente per la costruzione di parquet e provenienti dall'Africa centro-occidentale, sono tra i legnami maggiormente a rischio di estinzione.
Qui è possibile scaricare l'intera guida al legno realizzata da Greenpeace
Autore
Dott.ssa Serena Casu























