Tecnologia e natura, il nuovo Orto Botanico di Padova

Il nuovo edificio si è guadagnato il soprannome di "Giardino delle meraviglie" e si presenta come un blocco di vetro dalla lunghezza di cento metri per un altezza di diciotto: all'interno sono posizionate cinque serre tematiche che rappresentano la biodiversità delle specie vegetali nel mondo.


"Un edificio a impatto zero sull'ambiente, che purifica l'aria e ottimizza le risorse, poiché forma, articolazione degli spazi e materiali sono ottimizzati per sfruttare al massimo l'apporto dell'energia solare, recuperare le acque piovane e garantire l'autosufficienza energetica e idrica." È questa la presentazione ufficiale del Giardino della biodiversità, nuova sezione inaugurata a settembre del 2014 nello storico orto botanico di Padova, uno dei più antichi orti universitari del mondo e patrimonio mondiale Unesco dal 1987. Un progetto di una notevole complessità pensato dall'architetto Giorgio Strappazzon dello studio VS associati, che parte dal restauro del giardino esistente e arriva alla rielaborazione dell'intera area con un ampliamento strutturale attraverso un particolarissimo "edificio high-tech", che ospita cinque serre. L'orto botanico ha così aumentato la superficie del suo antico spazio del 67%, passando così da ventiduemila a trentasettemila metri quadrati di estensione.

Un edifico ultramoderno dalla maestosa bellezza

(Una prospettiva della nuova struttura)

La nuova architettura è a tutti gli effetti una naturale estensione o ampliamento del cinquecentesco Hortus cintus, e si trova posizionata in una cornice dall'altissimo valore storico, e collega in un percorso visivo il complesso di Santa Giustina e Sant'Antonio di Padova. Si presenta come un blocco di vetro dalla lunghezza di cento metri per un altezza di diciotto: all'interno sono posizionate cinque serre tematiche che rappresentano la biodiversità delle specie vegetali nel mondo, un viaggio-percorso immaginario per potersi immergere anche nei luoghi più impervi del globo. Si parte dall'equatore e si arriva a sfiorare i due poli.

All'interno delle serre sono stati ricreati dei microclimi molto diversi tra loro, dalle condizioni favorevoli per la vita con abbondate umidità e alte temperature, fino ad arrivare alle condizioni più estreme, dove la scarsa umidità e il freddo rigido permettono il proliferare della vegetazione difficile: si va dalla foresta pluviale tropicale alla foresta tropicale sub umida e la savana, al clima temperato e mediterraneo, al clima arido, alla tundra alpina, alla tundra artica, fino ad arrivare all'Antartide.

con il giardino delle biodiversità si arriva a un'estensione di 37mila mq

(La planimetria dell'Orto botanico)

La nuova struttura ospita 1330 differenti specie vegetali, che sono ampiamente descritte attraverso sistemi digitali con l'esclusiva "app" creata per il progetto. Completano le informazioni una serie di pannelli espositivi in vetro temperato di grandi dimensioni con stampe digitali. L'edificio è già stato soprannominato il "Giardino delle meraviglie", non solo per la sua maestosa bellezza e per la varietà di vegetazione ospitata, ma anche per l'innovazione che contraddistingue il progetto, una sorta di grande foglia che respira, che produce ossigeno, che si apre e si chiude per regolare la sua temperatura.

Anche l'inquinamento atmosferico è stato considerevolmente abbattuto, dal momento che la sua forma, l'uso dei materiali e degli spazi, sono progettati per sfruttare al massimo l'energia solare. L'inquinamento atmosferico viene ridotto in virtù di una nanotecnologia applicata sulle superfici interne ed esterne, che sfrutta i raggi ultravioletti per innescare una reazione chimica che riesce a "filtrare" l'aria ripulendola dagli agenti inquinanti.

All'interno delle serre sono stati ricreati dei microclimi che mutano dalle condizioni favorevoli per la vita con abbondate umidità e alte temperature

(Un ampliamento progettato per ospitare le 1330 differenti specie vegetali)

Come ha sottolineato Barbara Baldan, viceprefetto dell'Orto botanico di Padova e docente di Botanica all'Università degli Studi di Padova aver allargato l'Orto porta un duplice vantaggio: la nuova struttura è una finestra aperta sulla possibilità di diffondere tra la gente la cultura botanica, di informare i visitatori sui vari biomi della terra, e quindi delle enormi potenzialità che il mondo vegetale può offrire in rapporto all'uso e utilizzo delle pianteIn secondo luogo questo nuovo tempio della biodiversità può rendere la ricerca più viva, rendendo possibile lavorare soprattutto sul versante della conservazione del germoplasma.

Autore

Dott. Luigi Boccia

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