Tetti più verdi con i giardini pensili. Cosa sono e come realizzarli
Una delle possibili soluzioni per l'incremento del verde cittadino è la realizzazione di giardini pensili, cioè aree verdi sui tetti degli edifici. Ecco quali sono le tipologie di giardino pensile realizzabili sui nostri tetti e quali i criteri per la loro progettazione.
Aria inquinata, cementificazione e scarsità di verde pubblico. Chiunque viva in città conosce a fondo queste problematiche ed è costretto quotidianamente a fare i conti con livelli di inquinamento ben al di sopra della soglia tollerabile, con la difficoltà a trovare aree verdi e con spazi urbani sempre meno vivibili. L'aumento degli spazi verdi a disposizione dei cittadini non è certo l'unica soluzione da adottare per il miglioramento della qualità della vita nelle nostre città, ma certamente incrementare il verde pubblico e privato fornirebbe un notevole contributo a questo scopo. Una delle modalità per farlo potrebbe essere lo sfruttamento dei tetti degli edifici per creare aree verdi, aumentare la flora cittadina e, in qualche caso, per realizzare veri e propri giardini pubblici a disposizione di tutta la cittadinanza.
Stiamo parlando dei giardini pensili, cioè di quelle aree verdi la cui particolarità è il trovarsi in posizione soprelevata rispetto al livello del suolo, a contatto con strutture artificiali e senza alcuna contiguità con il terreno. La realizzazione di giardini pensili non è certo una novità. Sembra, al contrario, che l'uso di rinverdire le terrazze degli edifici fosse piuttosto comune nel mondo antico. Per quanto non si abbiano certezze assolute sulla loro reale esistenza, le fonti classiche ci raccontano, ad esempio, dei celebri giardini pensili di Babilonia, considerati una delle sette meraviglie del mondo antico.

(Raffigurazione dei giardini pensili di Babilonia)
Senza allontanarci troppo dai nostri giorni, anche di recente sono numerosissimi gli esempi di giardini pensili realizzati sui tetti e sulle facciate degli edifici come strumento per la riqualificazione delle strutture e per l'incremento del verde cittadino.

(Geno Haus, giardino pensile realizzato a Stuttgart, Germania. In Germania dalla fine degli anni Sessanta il rinverdimento dei tetti è incentivato dalle amministrazioni politiche. Si stima che oggi nel paese circa il 10% dei tetti sia ricoperto di vegetazione)
Tipologie di giardino pensile
Con un'adeguata progettazione che tenga conto della tipologia di giardino realizzabile e del carico sopportabile dall'edificio, anche i nostri tetti possono diventare piccoli o grandi giardini pensili. In generale distinguiamo due tipologie di giardino pensile, a seconda del tipo di rinverdimento previsto per il nostro tetto.
- Rinverdimento estensivo: prevede la realizzazione di coperture verdi di peso limitato (tra i 25 e i 50 Kg per metro quadro), ottenute mediante l'uso di piante selvatiche o piante tappezzanti di piccola dimensione. Si tratta di una tipologia di rinverdimento realizzabile anche sulle coperture a falde, oltre che su quelle piane.
- Rinverdimento intensivo: a differenza del rinverdimento estensivo, un rinverdimento intensivo è realizzabile per lo più su coperture piane e comporta un peso più ingente per l'edificio. Prevede la realizzazione di giardini sui quali far crescere molte specie di piante, anche di grandi dimensioni e di pesi notevoli (fino a 500 Kg per metro quadro), fino alla creazione di veri e propri parchi sui tetti degli edifici.
(Un giardino pensile a rinverdimento estensivo)
I benefici di un giardino pensile
In entrambi i casi, i benefici per l'ambiente e per la vivibilità dell'edificio saranno certamente notevoli. Rinverdire i propri tetti, specie in città, non solo significa contribuire all'incremento del verde cittadino contrastando più efficacemente l'inquinamento dei nostri centri urbani, ma grazie alle proprietà bioclimatiche dei giardini pensili consente anche un miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, limitando in modo naturale gli sbalzi termici. Inoltre, l'aumento di verde sui tetti degli edifici contribuisce a intercettare e assorbire parte delle precipitazioni atmosferiche limitando i (purtroppo) ricorrenti danni alla rete fognaria causati dall'abbondanza di piogge nelle aree densamente cementificate.

(Giardino pensile a rinverdimento intensivo)
Come realizzare un giardino pensile
Ovviamente, a prescindere dalla tipologia di rinverdimento che si intende realizzare, si tratta sempre di giardini che non hanno alcun contatto con il terreno. Per questo motivo i loro criteri di realizzazione non saranno i medesimi di qualsiasi altra area verde, ma necessiteranno di una progettazione adeguata al loro posizionamento al di sopra degli edifici, da affidare sempre a esperti progettisti che sappiano valutare qual è la soluzione più opportuna per i singoli edifici, tenendo conto del carico sopportabile dalla struttura e prevedendo adeguati sistemi di smaltimento delle acque in eccesso, al fine di evitare ristagni in caso di abbondanti piogge. In ogni caso, un giardino pensile, non avendo alcun contatto con il terreno, dovrà prevedere una corretta posa di alcuni elementi che consentano la crescita delle piante in piena sicurezza per l'edificio. Di volta in volta saranno i progettisti a valutare qual è il sistema più opportuno in base all'edificio, al clima locale, al tipo di piante che si vorranno ospitare, alla stessa tipologia di giardino che si intende realizzare e così via. In generale, però, realizzare un giardino sulla copertura di un edificio prevede una stratigrafia di questo tipo:
- Copertura adeguatamente isolata e impermeabilizzata
- Strato divisorio per la protezione della struttura
- Strato antiradice
- Strato di materiale drenante, necessario sia per conservare l'acqua necessaria alla vita delle piante, sia per eliminare l'eventuale acqua in eccesso
- Strato filtrante per l'ancoraggio della vegetazione
- Terriccio per la coltivazione della vegetazione
Come si può notare dalla complessità della sua progettazione, è sempre bene affidarsi a personale competente e qualificato. Si sconsiglia di realizzare un giardino pensile in autonomia per evitare eventuali danni all'edificio derivanti da una sua scorretta progettazione.
Per saperne di più si consiglia la lettura di:
Mariella Zoppi, Progettare con il verde. I giardini pensili, Alinea Editrice, 1994
Mario Vietti, Progettazione e realizzazione di terrazzi e giardini pensili, Edagricole, 2001
Autore
Dott.ssa Serena Casu



















