Una casetta mobile auto-costruita con materiali di recupero. L'idea di uno studente neozelandese

L'iniziativa di uno studente neozelandese contro il caro-affitti successivo al terremoto di Christchurch. Una casetta mobile auto-costruita con materiali di recupero.


Tra il 2010 e il 2011 la città neozelandese di Christchurch è stata colpita da due terremoti devastanti che hanno provocato circa 200 morti e il crollo di numerosi edifici. Tra i vari effetti collaterali di quella terribile esperienza, in città si è avuto un cospicuo aumento degli affitti delle abitazioni. Ad essere colpiti dal caro affitti sono anche gli studenti, che hanno visto salire i costi per l'affitto degli alloggi. Proprio per rispondere all'esigenza di avere un alloggio a prezzi ragionevoli, uno studente della facoltà di geologia dell'Università di Canterbury ha deciso di trovare una soluzione abitativa alternativa che gli permettesse di avere uno spazio tutto per sé dove poter vivere senza l'onere dell'affitto. È stata questa la molla che lo ha convinto a realizzare in autocostruzione una "tiny house", una casetta mobile su ruote, fatta (quasi) interamente con materiali di recupero provenienti in gran parte dalle demolizioni successive al devastante sisma. 

Stefen Cook, questo il nome dello studente neozelandese autore della casetta, ha calcolato che il costo totale per la realizzazione e l'arredamento della sua nuova abitazione è di circa 15 mila dollari, una cifra che conta di poter ammortizzare in un paio di anni, durante i quali risparmierà i soldi che prima spendeva per l'affitto di una camera in appartamenti in condivisione con altri studenti. 

Si potrebbe pensare che una casetta mobile sia un luogo molto piccolo, nel quale risulta difficile poter vivere comodamente. È certamente innegabile che rispetto alle abitazioni tradizionali gli spazi sono molto limitati, ma l'idea che si possa vivere senza particolari problemi anche in casette di piccola taglia è sempre più diffusa. Ciò accade in particolare negli Stati Uniti, dove il movimento delle Tiny House sta proponendo una vera e propria rivoluzione abitativa che ha alla sua base l'idea che vivere in spazi più piccoli rispetto allo standard attualmente in vigore sia non solo possibile, ma anche più economico e ambientalmente più sostenibile. Questa filosofia abitativa comincia a diffondersi anche fuori dagli Stati Uniti, e l'esperimento neozelandese messo in atto da Stefen Cook ne è un esempio. In realtà la casetta mobile costruita da Cook sembra tutt'altro che piccola, nonostante misuri solo 20 metri quadri, ai quali si aggiungono altri 10 metri quadri di soppalco.

Il piano terra della casetta mobile di Stefen Cook

(Il piano terra della casetta mobile di Stefen Cook, visto dal soppalco)

L'abitazione è dotata di un'area living, una cucina, il bagno e, come si accennava, di un soppalco-camera da letto. Come si può notare dalla foto, la casetta è tutt'altro che piccola, grazie alla scelta di realizzare un open space che consente di avere una vista completa sull'intera abitazione. Alla sensazione di maggiore spazio contribuisce anche la luminosità degli ambienti, ottenuta mediante l'utilizzo di grandi finestre posizionate strategicamente lungo le pareti dell'edificio. L'area living, ad esempio, è dotata di un tavolo a parete posizionato al di sotto di una grande finestra, che consente di avere un'ampia vista sull'esterno mentre si mangia o mentre si lavora. Quasi tutti gli elementi di questa casetta sono stati realizzati con materiali di recupero, ottenuti o gratuitamente dalle demolizioni di vecchi palazzi, oppure a basso costo. Per l'alimentazione energetica della casetta, oltre all'utilizzo del gas per la cucina e il riscaldamento, Cook ha installato un piccolo impianto fotovoltaico che consente di ottenere tutta l'energia elettrica necessaria per l'illuminazione e il funzionamento degli elettrodomestici. 

(Video della casetta mobile di Stefen Cook realizzato dai redattori di Living Big In A Tiny House)

Un'altra strategia che ha consentito di ampliare lo spazio disponibile è stata la realizzazione della camera da letto sul soppalco, alla quale si accede tramite una scaletta fissata alla parete laterale, utile per ottimizzare ancor più lo spazio disponibile. Il soppalco ha una lunghezza di 4 metri (la metà rispetto alla lunghezza dell'intera abitazione), il che ha consentito il posizionamento del letto e di un piccolo armadio-ripostiglio. Anche la camera da letto è dotata di due ampie finestre che permettono una corretta illuminazione naturale dell'ambiente. 

Il soppalco della casetta di Stefen Cook

(Il soppalco della casetta di Stefen Cook durante i lavori di costruzione)

Il risultato è stato dunque una casetta di circa 30 metri quadrati, una dimensione probabilmente limitante per molte persone, ma che ben si adatta alle esigenze abitative temporanee di uno studente. Nonostante le dimensioni non siano così limitate, il peso di questa casetta dotata di ruote è inferiore a 3500 chili, il che le consente di rientrare nei parametri richiesti dalla legge neozelandese per poter essere trainata da un'automobile con comune patente di guida, senza la necessità di permessi speciali.

Per seguire gli sviluppi del progetto di Cook si consiglia di visitare la sua pagina Facebook 

Autore

Dott.ssa Serena Casu

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