Warka Water_Torre in materiali naturali per la raccolta dell'acqua

La torre ha un forma bombata, intrecciata di giunchi e richiama le antiche tradizioni etiopi. Warka Water è la soluzione innovativa e naturale per un sostegno alla popolazione.


Architecture and Vision è un uno studio di architetti italiani che fra le ultime realizzazioni architettoniche mostra anche un progetto molto particolare ed innovativo. Si tratta di Warka Water, in Etiopia, una costruzione che non solo dimostra di avere spiccate qualità di salvaguardia ambientale ma ha anche la capacità di risolvere alcuni problemi delle popolazioni più povere, tra i quali l'approvvigionamento dell'acqua potabile.

Architecture and Vision_Warka Water

(Architecture and Vision_Warka Water_Inserimento nella natura)

Warka Water è una struttura a torre realizzata con un traliccio a reticolato dalle maglie triangolari in giunco, un materiale estremamente resistente e reperibile nella zona, una materiale che per eccellenza è biodegradabile sia per natura che per il suo processo di produzione. La torre ha una forma bombata in centro e che va a rastremarsi verso l'alto, è alta quasi 9 metri e il suo interno è inserita una sacca morbida, una rete realizzata con un materiale speciale, un poliestere tessile. Grazie anche alla composizione del materiale, la rete è in grado di raccogliere l'acqua piovana per condensazione e può di accumulare oltre cento litri di acqua.

La torre ha una struttura molto leggera, pesa solamente 60 chili e può essere montata in modo molto rapido da quattro persone senza l'ausilio di montacarichi o ponteggi. Essendo però estremamente leggera dato il traliccio di giunco, la torre ha la necessità di essere ancorata a terra. Questo elemento è anche molto versatile perché non occupa troppo spazio e può essere istallato ovunque. È molto economica, appunto grazie ai materiali locali e al ridotta quantità di manodopera per l'istallazione e la manutenzione.

Architecture and Vision_Warka Water_Inserimento in città

(Architecture and Vision_Warka Water_Inserimento in città)

Warka Water nasce quindi con il preciso obbiettivo di essere a supporto delle popolazioni più deboli.

L'Etiopia è un paese nel quale gravano pesanti problemi ecologici, sanitari ed economici e, nonostante gli aiuti umanitari e governativi, la situazione è ancora molto arretrata. Esistono anche tutta una serie di altri problemi specialmente nelle zone montuose, dove donne bambini sono costretti a percorrere tanti chilometri a piedi per assicurarsi l'approvvigionamento dell'acqua potabile.

Architecture and Vision_Warka Water

(Architecture and Vision_Warka Water)

L'acqua potabile è, infatti, un problema ancora più grande del precedente. In Etiopia, il sistema idrico non è tecnologicamente avanzato ed è in condivisione con il bestiame. Da questo si trae l'ovvia conclusione che tramite il passaggio inquinato delle acque ci sia un grosso rischio di contaminazione batterica. Ci sono gravi rischi per la salute della popolazione, oltre al fatto che le attività vitali etiopi non sono regolamentate da corrette abitudini. Le donne molto spesso si trovano nella condizioni di dovere affrontare molteplici faccende domestiche senza le necessarie accortezze sanitarie e i bambini, già in età molto tenera, devono rinunciare ad un'educazione scolastica per dedicarsi al lavoro.

Il gruppo di architetti Architecture and Vision, dopo aver accuratamente analizzato questa drammatica situazione, ha deciso di porsi un piccolo rimedio, anche solo per quanto riguarda, appunto, l'approvvigionamento dell'acqua potabile. Grazie a Warka Water, infatti, la situazione sta migliorando. Dal punto di vista ambientale, questa struttura rispetta tutti i canoni della salvaguardia dell'ambiente.

Interessante è l'origine del nome. Warka significa "grande albero di fico" in lingua autoctona e sta a significare fecondità e generosità, oltre ad una volontà di aggregazione nella cultura etiope. Gli architetti si sono ispirati anche alla tradizione ecologica e dell'artigianato locale. In Etiopia, infatti, a causa dei forti disboscamenti, si sente molto la mancanza di un più completo contatto con la natura e quindi gli architetti hanno deciso di esprimere il loro progetto in una forma che si avvicinasse il più possibile a quella degli alberi.

Autore

Dott.ssa Chiarina Tagliaferri

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