Zero Cottage, l'edificio Leed che produce più di quanto consuma

Materiali sostenibili, progettazione passiva e fonti rinnovabili permettono a Zero Cottage di David Baker di produrre il 30% di energia in più rispetto al fabbisogno dell'edificio.


Ben quattro certificazioni: Leed Platinum, PassivHaus, Net-Zero Energy e GreenPoint Rated. È l'eccellente risultato ottenuto da Zero Cottage, edificio progettato dall'architetto David Baker completato nel novembre 2013 a San Francisco (California). L'utilizzo di tecniche e materiali sostenibili, unito all'adozione di strategie attive e passive per lo sfruttamento degli apporti solari, hanno permesso a questa struttura di raggiungere prestazioni energetiche talmente elevate da superare il suo fabbisogno. Zero Cottage è infatti in grado di produrre fino al 30% in più di energia rispetto a quella di cui ha bisogno per il suo normale funzionamento. 

L'ottenimento di prestazioni così elevate è stato possibile grazie ad un'attenta combinazione di strategie attive e passive, che hanno contribuito a sfruttare nel modo migliore gli apporti energetici provenienti sia dall'esterno che dall'interno dell'edificio. La progettazione di questo edificio, nel quale Baker vive e lavora, è stata anche un'occasione per mettere in atto alcune innovative sperimentazioni estetiche e funzionali

Abitare e lavorare, un edificio contemporaneo ispirato al passato

Nonostante l'aspetto contemporaneo, reso immediatamente evidente dall'utilizzo di placche di metallo come rivestimento della facciata esterna, l'edificio nasce con la precisa intenzione di recuperare e reinterpretare in chiave moderna le tipiche strutture abitative a due piani della San Francisco di inizio Novecento, prima del devastante terremoto del 1906, spesso caratterizzate dalla compresenza dell'abitazione (situata al piano superiore) e dell'attività lavorativa (al piano terra). Baker ha voluto recuperare quella convivenza della dimensione abitativa e della dimensione lavorativa, realizzando la sua residenza al di sopra di quello che già in passato era il suo ufficio-laboratorio. Il risultato è lo Zero Cottage, un edificio composto da un'area abitativa di 66 mq e un laboratorio di 40 mq. Una residenza non particolarmente grande, ma progettata in modo tale da rendere gli spazi flessibili, efficienti e funzionali. 

Zero Cottage

La costruzione di una struttura compatta e dalle forme semplici è servita a questo duplice scopo. Da un lato le forme semplici sono certamente le più adatte per la progettazione delle case passive, dall'altro lato ha permesso di sfruttare gli interni in modo flessibile e funzionale, mediante la realizzazione  di un open space organizzato su due livelli che migliora la vivibilità interna e che rende più agevole lo sfruttamento degli apporti solari per scopi energetici.

Oltre alle forme compatte, l'adozione di pareti stratificate con isolamento continuo e l'utilizzo di finestre a tripli vetri ha permesso di massimizzare gli apporti solari invernali. Un sistema di ventilazione con recupero di calore in grado di sfruttare anche il calore prodotto quotidianamente all'interno dell'edificio dalla presenza di persone, elettrodomestici e computer, consente all'edificio di non aver alcun bisogno di impianti di riscaldamento convenzionali. L'utilizzo di intonaco naturale per il rivestimento degli interni consente di aumentare la massa termica, fornendo un notevole contributo alla stabilizzazione del microclima interno sia in inverno che in estate. Tra le altre strategie passive, troviamo anche la presenza di un pozzo luce soprelevato, in grado di fornire all'intero appartamento la luce naturale di cui ha bisogno, agevolando anche la ventilazione naturale grazie all'effetto camino. Dal pozzo luce, inoltre, è possibile accedere al tetto, dove Baker ha voluto effettuare altre interessanti sperimentazioni. 

Gli interni di Zero Cottage

(Gli interni)

Per il tetto del suo Zero Cottage, Baker ha voluto realizzare un tetto verde, scegliendo specie che hanno bisogno di poche cure e in grado di resistere al caldo e alla siccità. Oltre alle piante, il tetto ospita un piccolo impianto di compostaggio e un impianto solare termico per la fornitura di acqua calda sanitaria. Un'altra particolarità della copertura di questo edificio è l'impianto fotovoltaico. I pannelli che vanno a comporre l'impianto da 3 KW (la cui produzione supera il fabbisogno della casa) sono posizionati al di sopra di una tettoia progettata su misura che sporge lateralmente rispetto al tetto e fornisce ombra alle pareti sottostanti e alla scalinata laterale. 

Il tetto verde e l'impianto fotovoltaico sporgente

(Il tetto verde e l'impianto fotovoltaico sporgente)

Materiali riciclati

Per il completamento della sua residenza, Baker ha preferito l'adozione di materiali riciclati provenienti o da suoi precedenti lavori, oppure dai prodotti di scarto di alcune industrie della zona. I pavimenti interni, ad esempio, sono stati realizzati utilizzando il legname usato recuperato recuperato da un precedente progetto del suo studio di architettura. Lo stesso vale per i mobili, la gran parte dei quali sono stati costruiti su misura utilizzando materiali di scarto. Per il rivestimento esterno, invece, Baker ha utilizzato piastrelle in metallo riflettente provenienti dagli scarti di una fabbrica di lamiera di San Francisco. Le piastrelle, inoltre, sono attaccate mediante alcuni gancetti metallici realizzati su misura, che ne permettono un facile spostamento e una semplice rimozione in caso di necessità. Su alcune di queste piastrelle sono attaccati piccoli vasi di fiori, che possono eventualmente essere spostati in un'altra posizione semplicemente sganciando la piastrella e attaccandola altrove, a seconda della stagione e della luce solare.  

Placche metalliche per il rivestimento esterno di Zero Cottage

(Placche metalliche e fioriere per il rivestimento esterno)

Foto dbarchitect

Autore

Dott.ssa Serena Casu

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