A Gaza una scuola green che aiuta anche la comunità

Il progetto della scuola mira allo sfruttamento totale di sole energie rinnovabili per aiutare la salvaguardia dell'ambiente e, in primis, i giovani ragazzi di Gaza.


Il progetto per una Green School in Palestina nasce dal vantaggio di non avere alternative per migliorare le possibilità di un paese che si trova in condizioni.

Gaza_Green School_interno

(Gaza_Green School_interno)

L'architetto Mario Cucinella, da anni impegnato nella progettazione sostenibile, giustifica così la sua scelta: "Questo è un paese che deve superare la fase della sussistenza e avviarsi verso quella dello sviluppo. Il mio progetto non è una sfida tecnologica, ma è un tentativo di migliorare le condizioni in cui vivono le persone dando loro la possibilità di gestire le proprie risorse in modo equo. E sono proprio gli edifici pubblici a rappresentare una prima forma di educazione. È quel tipo di architettura che cerca di dare dignità alle persone".

Gaza_Green School_schizzo di progetto

(Gaza_Green School_schizzo di progetto)

Il progetto nasce dall'organizzazione no profit "Building Green Futures" e dai rapporti di collaborazione con l'ONU e con l'UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente), attraverso un laboratorio permanente e collaborativo fra università e imprese per l'impiego dei mezzi locali volti soprattutto a valorizzare le competenze e le tradizioni dei luoghi scelti.

La scelta dell'architetto mira ad una grande cooperazione anche all'interno delle stesse comunità, in modo che si vengano a creare delle strette reti di responsabilità in materia ambientale. È la politica stessa del green, nella quale tutte le risorse devono contribuire al sostentamento del quartiere. Il progetto, quindi, diventa una vera e propria smart grid che si estende oltre i muri della scuola.

Gaza_Green School_vista assonometrica interna

(Gaza_Green School_vista assonometrica interna)

Gaza_Green School_vista assonometrica del cortile interno

(Gaza_Green School_vista assonometrica del cortile interno)

Gaza_Green School_scorci delle decorazioni ispirati all'arte orientale

(Gaza_Green School_scorci delle decorazioni ispirati all'arte orientale)

Il progetto della Green School a Gaza è stato presentato alla conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici a Durban con l'intento di promuovere una scuola per i giovani rifugiati e disagiati nel totale rispetto ambientale. Una scelta importante, considerate le disastrose condizioni nelle quali verte la zona. I dati demografici di Gaza parlano di un totale di 1.400.000 abitanti di cui l'80% sono profughi assistiti dalla UNRWA. Gaza inoltre è completamente dipendente da Israele per quanto riguarda le risorse idriche.

Lo studio di architetti Cucinella e Bot ha presentato, dunque un programma di oltre 100 edifici scolastici, di cui 20 da progettare e realizzare secondo i principi del Green Building e la proposta è stata accettata e finanziata dalla Islamic Development Bank.

Il progetto della scuola mira allo sfruttamento totale di sole energie rinnovabili, sia fotovoltaiche che idriche, che siano in grado di soddisfare il fabbisogno non solo dell'edificio in sé ma anche del territorio circostante. Il progetto si basa sui principi dell'architettura organica per quanto concerne il concept, è un edificio multipiano a sbalzo, con molte zone libere e con struttura portante di piloni in cemento armato. Il tetto è praticabile e le partizioni esterne sono lavorare in linea con l'arte orientale per permettere sia una migliore integrazione con il luogo sia lo sfruttamento dell'illuminazione naturale.

Gaza_Green School_prospetto

(Gaza_Green School_prospetto)

Importante è il ruolo delle acque: ogni uso di questa fonte (bagni, pulizie, irrigazione) si effettua esclusivamente dal trattamento delle acque grigie e nere e dalla raccolta delle acque piovane.

Gaza_Green School_ruolo delle acque

(Gaza_Green School_ruolo delle acque)

Infine, il sistema costruttivo stesso aiuta incredibilmente la sostenibilità della zona. Tre importanti elementi sono inseriti all'interno dell'edificio: una platea in cemento come fondazione (primo moderatore bioclimatico che convoglia l'aria esterna all'interno delle aule), i pilastri tubolari (parzialmente filettati e riempiti di terra per incrementare l'effetto camino, ovvero una ventilazione naturale) e il tetto spiovente ventilato (in lamiera ondulata bianca) sul quale si istallano i pannelli fotovoltaici in silicio amorfo.

Autore

Dott.ssa Chiarina Tagliaferri

Articolo letto 421 volte

Visualizza l'elenco dei principali articoli