I luoghi comuni sulle case prefabbricate in legno

Quanto durano le case prefabbricate in legno? Umidità, vento, terremoti e incendi sono problemi insormontabili, oppurei prefabbricati in legno si comportano ottimamente anche in presenza di queste circostanze?


Sono molti i pregiudizi e i luoghi comuni sulle case prefabbricate in legno, tutti più o meno generati e alimentati dalla ancora scarsa diffusione sul territorio italiano di questa metodologia costruttiva. In questo articolo tratteremo i luoghi comuni più diffusi, osservando come il più delle volte nascano dalle comprensibili paure che si hanno nei confronti di una certa tipologia di costruzione con la quale non si ha ancora familiarità.

SONO CASE DUREVOLI?

Una delle paure più comuni nei confronti della prefabbricazione in legno è l'idea che queste abitazioni durino poco e che, dopo qualche anno, esse si rovinino a tal punto da dover essere demolite. Si tratta, appunto, di un luogo comune, di un pregiudizio che nasce con ogni probabilità dal fatto che le case prefabbricate in legno sono strutture leggere e che quindi, contrariamente alle case tradizionali in muratura – percepite come case più "solide" - nel tempo siano destinate a deteriorarsi. Ma è davvero così? Trattandosi di un luogo comune, la risposta non può che essere negativa. Le case prefabbricate in legno, se ben fatte, sono strutture solide e resistenti, che durano quanto qualsiasi altra casa tradizionale.
A conferma della lunga durata di una casa prefabbricata in legno, c'è la garanzia che le aziende costruttrici offrono. La legge italiana in materia di costruzione edilizia prevede che i costruttori garantiscano per almeno dieci anni le strutture che realizzano. Nonostante la legge preveda una garanzia a dieci anni, è prassi tra i costruttori di case prefabbricate in legno garantire le strutture per trent'anni, un tempo triplo rispetto a quanto richiesto dai limiti minimi imposti dalla normativa edilizia. Ciò significa che i costi di qualsiasi eventuale difetto di fabbricazione imputabile all'azienda sono a carico della stessa azienda costruttrice. Ovviamente, ciò non significa che dopo trent'anni le case siano da buttare, così come le case tradizionali, garantite per dieci anni, non vengono demolite alla scadenza della garanzia.

L'UMIDITA'

Le paure, tuttavia, non sono del tutto insensate. Nascono principalmente dal timore relativo al comportamento del legno in determinate circostanze e in presenza di particolari situazioni che – si ritiene – potrebbero portare ad un suo deterioramento. Quello che viene percepito come uno dei maggiori pericoli che potrebbero intaccare la stabilità del prefabbricato è relativo al comportamento del legno in caso di presenza di umidità e al conseguente attacco da parte di insetti e muffe. Non è una paura infondata. Il legno, infatti, è un materiale igroscopico, cioè si comporta come una sorta di regolatore naturale di umidità, poiché assorbe l'umidità in eccesso e la rilascia in caso di secchezza dell'ambiente. Questo generalmente è un vantaggio offerto dal materiale legno, poiché permette di limitare al minimo, se non di eliminare del tutto, la presenza di regolatori artificiali di umidità (deumidificatori, sistemi di riscaldamento e quant'altro) e di garantire in modo del tutto naturale la salubrità e il comfort degli ambienti.

Ovviamente ci si riferisce a condizioni climatiche con tassi di umidità normali, nei quali l'umidità è generata principalmente dalle stesse attività svolte all'interno dell'abitazione (vapori generati dalla cucina, dall'uso di acqua calda sanitaria o dalla stessa presenza di esseri umani all'interno della casa). Affinché questo genere di umidità non intacchi le componenti legnose delle pareti, la stessa struttura delle pareti è realizzata in modo tale da prevedere diversi strati protettivi, come gli isolanti e la presenza, a seconda dei casi, di freni o barriere a vapore. Questi ultimi evitano che i vapori, penetrando nelle pareti e venendo a contatto con l'aria più fredda proveniente dall'esterno, creino condensa (quindi acqua), la quale potrebbe penetrare in profondità nel legno deteriorandolo o creando le condizioni favorevoli all'attacco da parte di insetti e muffe.

È, dunque, la stessa struttura delle pareti e del cappotto a fornire una protezione contro l'umidità. Lo stesso discorso vale per l'umidità in risalita dal terreno, che viene limitata attraverso il corretto isolamento della platea di fondazione in cemento armato, mediante l'utilizzo di una barriera anti-umidità e – se necessario – anche con l'apposizione di una camera di ventilazione il cui scopo è, appunto, la dispersione dell'umidità verso l'esterno dell'edificio.
Tutto ciò vale in linea generale, in presenza di tassi di umidità nella norma. È tuttavia possibile che l'abitazione venga costruita in zone climatiche il cui tasso di umidità è molto elevato – si pensi a determinate aree della Pianura Padana – per le quali la normale struttura di un prefabbricato in legno potrebbe non bastare. In questi casi, sarà necessario tenerne conto già in fase progettuale, concordando con il tecnico progettista e con l'azienda costruttrice tutte le misure necessarie a limitare il possibile ingresso di umidità nelle pareti dell'abitazione, ad esempio, limitando al minimo la presenza di ponti termici e utilizzando i materiali strutturali e isolanti più idonei al contrasto dell'umidità. Nello specifico, gli esperti consigliano sempre di preferire specie di legno molto resinose (come l'abete rosso), poiché la resina offre di per sé una protezione naturale nei confronti dell'umidità, e isolanti ad alta densità (come la fibra di legno), molto utili anche per la protezione dal caldo estivo. Nei casi più estremi, si può pensare all'installazione di un sistema di ventilazione forzata che consente non solo il costante ricambio di aria all'interno dell'abitazione, ma che permette anche di spingere verso l'esterno l'umidità in eccesso.
Restano sempre validi, sia in caso di tassi di umidità normali, sia in contesti climatici molto umidi, i consigli sugli accorgimenti per la protezione del legno di cui abbiamo parlato in un apposito capitolo della guida sulle case in legno.

IL VENTO

Un altro luogo comune sulle case prefabbricate in legno è il timore che esse siano poco resistenti nei confronti del vento. In sostanza, si ritiene che, trattandosi di strutture leggere, possano cadere al primo soffio di vento più forte del normale. Ovviamente è anche questo un pregiudizio, dettato anche in questo caso dalla scarsa conoscenza di questa tipologia costruttiva e dalla sua ancora minima diffusione nel nostro paese.
Come più volte ribadito, le case prefabbricate in legno sono fatte per essere abitate e per durare a lungo, come qualsiasi altra casa. La struttura in legno è saldamente ancorata al terreno grazie alla presenza della platea in cemento armato. L'ancoraggio, spiegano gli esperti, «avviene per lo più mediante zanche o staffe e tasselli in acciaio zincato imbullonate in fase di montaggio, dimensionate secondo complessi calcoli statici». Le stesse pareti, realizzate in azienda, a dispetto della loro leggerezza, sono notevolmente solide grazie alla loro stessa composizione a strati. Tuttavia, come per l'umidità, anche in questo caso bisognerà tenere conto del contesto ambientale esterno. Se ci si trova in luoghi particolarmente ventosi – ad esempio in zone soggette ad eventi estremi, come trombe d'aria – sarà opportuno tenerne conto già in fase progettuale per prendere tutti gli accorgimenti necessari ad evitare qualsiasi inconveniente nelle zone "a rischio", anche se il legno, per sua natura, è un materiale molto elastico, quindi è in grado di resistere alle sollecitazioni del vento e di ammortizzarle anche in caso di vento molto forte.
Qualche accorgimento in più può essere preso nel caso in cui l'edificio sia più alto della norma. In genere, le case prefabbricate in legno prevedono la presenza di due, massimo tre piani. Nel caso in cui si voglia realizzare un edificio più elevato, sarà opportuno utilizzare sistemi di controventamento in modo tale da rendere l'edificio più resistente alle spinte laterali.

TERREMOTI

Si è detto poc'anzi che le case in legno resistono ottimamente alle spinte del vento anche grazie alla naturale elasticità di questo materiale. È questo un aspetto che le rende particolarmente adatte nelle zone sismiche. Le case prefabbricate in legno – se correttamente realizzate – sono strutture antisismiche che rispondono pienamente a tutti i requisiti necessari per resistere alle scosse di terremoto anche in quelle zone caratterizzate da una frequente attività sismica. In generale, gli edifici antisismici devono essere strutture in grado di deformarsi durante le scosse di terremoto, poiché l'eccessiva rigidità le farebbe spezzare. Essendo il legno un materiale altamente elastico, risulta particolarmente indicato a questo scopo. In più, come per qualsiasi altra costruzione antisismica, anche per i prefabbricati in legno riveste estrema importanza la platea di fondazione, la quale ha anche il compito di ammortizzare le scosse di terremoto scaricandole verso il basso. Negli ultimi anni, inoltre, sono state studiate nuove tecnologie che consentono di mantenere una perfetta antisismicità anche in presenza di edifici in legno a più piani. Lo si fa attraverso l'uso dei pannelli X-Lam.

Basti pensare che le prove antisismiche condotte in Giappone su un edificio di sette piani in X-Lam hanno mostrato una resistenza dell'edificio ad un terremoto pari a 7.3 gradi della scala Richter. Come ha ben spiegato in un suo recente articolo Ario Ceccotti, direttore dell'Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del CNR, «la ragione di tutto ciò sta nel fatto che il prodotto X-lam è un prodotto innovativo, recente, che non ha più i difetti del legno massiccio, pur mantenendone la leggerezza, e fornisce pannelli per solai e pareti resistenti e pressoché indeformabili allo stesso tempo. Inoltre, l'azione di cucitura diffusa lungo tutti i bordi dei pannelli sia verticali sia orizzontali, fornita da viti di ultima generazione, permette all'edificio in X-lam di mantenere la propria forma anche sotto la scossa più violenta. I pannelli oscillano, si spostano ma tornano sempre alla posizione iniziale». «Tale tecnologia – continua Ceccotti – è oggi disponibile anche in Italia e molti edifici sono già stati costruiti o sono in costruzione. Il costo di tali edifici sia per il residenziale sia per l'edilizia pubblica non è superiore a quello degli edifici tradizionali, anzi, a parità di prestazioni meccaniche e termo-fisiche, risulta decisamente competitivo. In aggiunta non si dimentichi che, dallo spiccato delle fondazioni, che devono essere sempre in cemento armato, i tempi di esecuzione dell'opera sono drasticamente ridotti rispetto a quelli necessari per una costruzione tradizionale: i pannelli arrivano in cantiere pretagliati a misura con le aperture delle porte e delle finestre già pronte, per cui in pochissimi mesi l'edificio è terminato».

Edificio in legno x-lam

(foto di Romano Magrone, da www.ivalsa.cnr.it)

INCENDI

Il legno brucia. È una verità evidente a chiunque. Considerato, però, che un incendio può svilupparsi in qualsiasi struttura, sembra opportuno porsi una domanda: in caso di incendio, la struttura è sicura o no?  La risposta, lo anticipiamo prima di spiegarne i motivi, è positiva. In caso di incendio, una struttura in legno garantisce grande stabilità per molto tempo e ciò è dovuto ancora una volta alla stessa natura del materiale. Il legno, infatti, brucia abbastanza lentamente poiché l'iniziale carbonizzazione degli strati superficiali protegge la parte più interna dal calore e, quindi, prima che il fuoco penetri in profondità passa un lasso di tempo relativamente lungo. Inoltre, il legno, durante tutto il processo di combustione, mantiene intatte le sue resistenze strutturali, il che consente non solo di mettersi agevolmente in sicurezza, ma anche di provvedere allo spegnimento dell'incendio evitando il collasso della struttura. Per fare un paragone con il cemento armato, è vero che questo è un materiale ignifugo, però in caso di incendio in un edificio, le alte temperature possono causare il cedimento dei travetti interni, provocando il collasso quasi istantaneo dell'edificio. Insomma, il fuoco è solo parzialmente un problema per le case in legno, poiché esse si rivelano notevolmente sicure, nei loro aspetti strutturali, anche in caso di incendio.

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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