Il piano antisismico nazionale per cercare di risolvere definitivamente il problema dei terremoti nel nostro Paese

Una Proposta di legge per un Piano Antisismico nazionale. I vecchi e i nuovi metodi discussi dai deputati al fine di cercare una valida soluzione.


L'Italia è il paese di artisti poeti e navigatori, ma è anche una nazione con una percentuale molto alta di attività sismiche che colpiscono, il lungo e in largo, il nostro stivale.

Molti sono stati i tremendi casi distruttivi che hanno buttato giù città intere, oltre che economia e umore degli italiani. Allo stesso tempo, una maggiore sensibilizzazione ha animato diverse proposte e attività, al fine di rendere le costruzioni edilizie sempre più rispettose delle norme antisismiche regolate secondo le disposizioni del febbraio 2008 (NTC08). Esse riguardano i criteri di sicurezza e le azioni sulle costruzioni, comprese quelle in cemento armato, acciaio, acciaio-calcestruzzo, legno, muratura, i ponti, per le costruzioni in zona sismica.

Mappa della pericolosità sismica in Italia

(Fonte Meteo Web)

Anche all'interno della popolazione sembra aver preso piede una consapevolezza oltre che una responsabilità nel costruire: gli edifici vengono rinforzati secondo le norme previste.

Una Proposta di legge, di iniziativa dei deputati, ha avanzato l'idea della realizzazione di un Piano antisimico nazionale che consenta, tra le altre cose, di verificare e aggiornare la classifica di sismicità del territorio italiano. L'Italia, in questo modo, dovrà conquistare una maggior sicurezza in quest'ambito in modo tale da tutelare i cittadini, il patrimonio produttivo, storico artistico ed economico del paese.

LA PAROLA AI DEPUTATI

Immagine rappresentativa

Questo è quanto si legge nella Proposta di legge «Si può stimare, infatti, che l'Italia in venticinque secoli sia stata interessata da più di 30.000 terremoti di media e forte intensità e da circa 500 eventi sismici di intensità elevata.

[…]La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della penisola - lungo la dorsale appenninica in Calabria e Sicilia, ed in alcune aree settentrionali, tra le quali il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale.

[…]I terremoti che hanno interessato il nostro Paese in anni recenti, e per i quali vi sia memoria, hanno causato molte vittime e notevoli danni economici, valutati in più di cento miliardi solo negli ultimi quaranta anni. Tali eventi hanno, anche, causato danni incalcolabili nostro patrimonio storico- artistico e monumentale.

[…]Molto dipende, ad esempio, dalle caratteristiche di resistenza delle costruzioni alle azioni della scossa sismica, e quindi dalla sua vulnerabilità, che è strettamente correlata alle tecniche ed alla qualità dei materiali usati per le costruzioni. Quindi il rischio sismico, come combinazione fra l'altro di pericolosità e vulnerabilità, che costituisce la misura dei danni che ci si può attendere in un dato intervallo di tempo in un territorio, può essere fortemente differenziato.»

LE VALUTAZIONI E LA PROPOSTA DI LEGGE

Il codice sismico che regola la pianificazione urbanistica in base alla pericolosità della nostra penisola è basato su codici di calcolo che hanno oltre vent'anni anni e su un approccio probabilistico, basato cioè sulle informazioni storiche disponibili.

La proposta di legge mira a un approccio innovativo per la rilevazione della sismicità, con l'impiego di un metodo già applicato in vari paesi, NDSHA. Quest'ultimo è basato «sul calcolo di segnali sintetici realistici e che non richiede il ricorso alle relazioni di attenuazione che sono semplificazioni non affidabili della realtà fisica».

Grafica di un edificio

(Grafica di un edificio)

Per questo si è valutato di affiancare il nuovo metodo con quelli tradizionali e l'idea è già stata riconosciuta in parlamento con l'approvazione da parte della VIII Commissione Permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati della risoluzione n. 8-00124 degli Onn. Benamati, Ginoble ed Alessandri.

Inoltre la Proposta di legge mette in evidenza come i metodi tradizionali di rilevamento della sismicità sono valide dal punto di vista tecnico ed ingegneristico, ma presentano una carenza per ciò che riguarda l'input sismico, le caratteristiche della struttura e la capacità dissipativa dell'edificio, i criteri di adeguamento delle strutture esistenti, l'uso e della qualificazione dei dispositivi di isolamento sismico.

Tutti fattori che potrebbero essere migliorati con l'avvento del nuovo sistema di rilevazione. Questo nuovo approccio alla sismicità, infatti, si scosta dalla valutazione storica degli eventi registrati fino ad ora e concentra la propria ricerca sulla presenza e sul grado di attività del faglie che provocano i terremoti.

Una nuova mappatura delle zone sismiche fondata su presupposti scientifici, anziché meramente statistici, consentirà di mettere in sicurezza gli edifici. La Proposta di legge, dunque, porterebbe al raggiungimento di un nuovo sistema di costruzione edilizia, regolato da nuove norme sicure e nuovi criteri di adeguamento sismico per gli edifici già esistenti.

VIDEO - COSTRUZIONE TRADIZIONALE E COSTRUZIONE ANTISISMICA

Il breve video che segue ripropone in scala due edifici, l'uno costruito tradizionalmente, l'altro con sistema antisismico. Entrambi sono sottoposti all'azione di una presunta scossa sismica (si tratta, ovviamente, di una mera simulazione) che renderà l'idea della pericolosità delle costruzioni non adeguate in zone a rischio terremoti.

Autore

Dott.ssa Sara Tomasello

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