La casa passiva

La Casa passiva non prevede obbligatoriamente l'uso del legno, anche se tale materiale è ampiamente utilizzato in questo settore. In questo articolo chiariremo cosa si intende generalmente per "casa passiva".


Il concetto di "Casa Passiva" nasce nel 1988 in seguito ad una collaborazione lo svedese Bo Adamson, professore della Lund University, e il tedesco Wolfgang Feist, professore dell'Institut für Wohnen und Umwelt, i quali misero a punto una serie di progetti di ricerca finalizzati a realizzare la cosiddetta Passivhaus (termine tedesco talvolta usato nella sua traduzione inglese: Passive House), un edificio, cioè, che «assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale", ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi. La casa è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda». [1] Quindi, lo standard energetico degli edifici passivi presuppone che questi siano caratterizzati da bassissime perdite di calore, in modo tale che il calore proveniente dal sole attraverso le vetrate e le finestre (in genere esposte a sud, laddove possibile), insieme a quello prodotto all'interno dell'edificio, riesca a coprire quasi tutta la domanda energetica necessaria. Nello specifico, affinché un edificio rientri tra gli standard della casa passiva, il fabbisogno termico invernale residuo non deve superare i 15 kWh/m2a, mentre quello complessivo i 42 kWh/m2a.

Le case passive sono nate in Svezia e, in seguito, si sono diffuse soprattutto in Germania, Austria e Olanda. In Italia, il primo edificio passivo è la sede dell'impresa Klas a Malles (Bolzano).

klas

(Uffici dell'impresa Klas, in standard passivo - da Regione.vda.it)

Sempre in Italia, il primo edificio pubblico realizzato con criteri rispondenti a quelli richiesti dalla Passivhaus è l'ExPost di Bolzano, progettato nel 2004 dall'architetto Michael Tribus. Si tratta del vecchio palazzo delle Poste, che sorge nei pressi della stazione ferroviaria, completamente ristrutturato secondo i parametri della casa passiva e adottato dall'Amministrazione della Provincia Autonoma di Bolzano.

ex-post

(Bolzano, palazzo Ex-Post, ristrutturato in standard passivo - Provincia.bz.it)

In Germania, invece, la realizzazione della prima casa passiva risale a qualche anno prima. È il 1991, infatti, quando viene completata la prima struttura rispondente ai criteri della Passivhaus. Si tratta di quattro villette a schiera localizzate a Darmstadt-Kranichstein e progettate da Wolfgang Feist, il cui fabbisogno energetico è in media 10 kWh/m2a.

feist

(Darmstadt-Kranichstein, Germania. Uno dei primi quattro edifici in standard passivo realizzati da Wolfgang Feist - Passivhaustagung.de)

Con il passare del tempo, questo metodo costruttivo ha cominciato a diffondersi sempre di più, anche se è opportuno fare alcune precisazioni sulla stessa terminologia adoperata. Parlare di Casa Passiva e di Passivhaus non è esattamente la stessa cosa. Il termine Passivhaus, infatti, indica quegli edifici che rispondono a criteri costruttivi molto stringenti comprensivi non solo di standard energetici per il riscaldamento, ma anche sulla qualità dell'involucro e sulla domanda totale di energia primaria. Un esempio di Passivhaus è il progetto di ricerca denominato Passive-on, che mira allo sviluppo delle case passive nei climi caldi. Il termine Case Passive, invece, è usato in modo un po' più generico riferendosi a tutti quegli edifici nei quali sono stati integrate alcune strategie tipiche della progettazione passiva ma che non necessariamente risultano conformi agli standard Passivhaus.

(fonte immagine in alto - da 2.bp.blogspot.com)

[1]  Barbara Bartoli, La Casa Passiva. Standard energetici per un'abitazione ecologica, Esselibri, Napoli, 2010

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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