Certificazione energetica: più della metà degli edifici italiani nella fascia meno 'ecologica'

Dal giugno scorso è obbligatorio per gli immobili di nuova costruzione, o nel caso di ristrutturazioni edilizie importanti, redigere il nuovo 'Attestato di prestazione energetica'. Ma qual'è la situazione degli edifici italiani in fatto di classificazione relativa ai consumi di energia? A 'scattare' la fotografia, il portale Mioaffitto.it.


In Italia, le abitazioni classificate in fascia energetica A, quella cioè più performante dal punto di vista del rendimento energetico dell'edificio, rappresentano appena il 2% del totale, mentre più della metà, esattamente il 56%, rientrano nella fascia G, la più bassa e dunque la meno 'ecologica' dal punto di vista dei consumi.

E' quanto emerge da un'indagine condotta da Mioaffitto.it, il motore di ricerca dedicato agli affitti degli immobili residenziali in Italia, che ha 'fotografato' la situazione di 136,828 edifici dislocati nelle città italiane relativamente alla loro classificazione energetica. 

(La classificazione energetica di un edificio è un parametro determinante per il suo valore sul mercato immobiliare)

La certificazione energetica è un documento redatto da un tecnico qualificato in cui sono riportati i consumi dell'abitazione e dunque, quali sono i costi necessari per il suo riscaldamento e raffrescamento. In sostanza la classificazione stabilisce, in base ad alcuni fattori, quanta energia consuma l'immobile, un dato fondamentale nel momento in cui si decide di collocarlo sul mercato immobiliare, sia per la locazione che per la vendita. I consumi energetici sono infatti dei parametri determinanti per il valore dell'edificio, in quanto rappresentano la spesa che il futuro proprietario o locatario dovrà sostenere per vivere in una situazione di comfort abitativo. 

L'entrata in vigore della L. 90/2013 (legge di conversione del Dl 63/2013, con cui l'Italia ha recepito la direttiva europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia), ha sostituito l'Attestato di certificazione energetica (ACE) con l'Attestato di prestazione energetica (APE), documento che oltre a certificare la prestazione energetica dell'immobile, fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell'efficienza dei consumi.
In virtù della nuova normativa, a partire dal 6 giugno scorso, chiunque voglia vendere o affittare un immobile, ha l'obbligo di allegare ai contratti di compravendita o di locazione il nuovo attestato APE, pena la nullità dei contratti stessi.

A oltre cinque mesi all'entrata in vigore della legge, la situazione 'energetica' degli edifici italiani non sembra però essere così tanto 'virtuosa'. Secondo l'indagine del portale Mioaffitto.it, la regione in cui si concentrano gli edifici dalle prestazioni energetiche più basse è il Lazio (76%), seguito da Toscana (73%) e Sicilia (72%). A Milano il 65% delle abitazioni è in classe D, e solo l'1,3% vanta la certificazione in classe A. Roma ha una situazione leggermente più 'felice', con un 3% di edifici in A, ma ben l'81% è in classe D. A detenere il record italiano per la quantità di edifici più 'ecologici' è la Puglia, con un 5% di immobili classificati in A. (Clicca qui per consultare il report integrale)

C'è però da dire che gli effetti della nuova legge non sono retroattivi, in quanto riguardano solo gli edifici di nuova costruzione, mentre la maggior parte delle abitazioni italiane sono state concepite e costruite in epoche in cui il tema dell'efficienza energetica era ancora un argomento sconosciuto a progettisti e costruttori. Non è dunque una sorpresa scoprire che oltre la metà degli edifici italiani sia da 'bocciare' dal punto di vista dei consumi energetici. La strada sembra però essere delineata, e l'entrata in vigore della legge porterà sicuramente ad una crescita della consapevolezza degli italiani nei confronti del risparmio energetico, che oltre a comportare minor costi in bolletta e maggior valore delle abitazioni, permette di ridurre i consumi nel pieno rispetto dell'ambiente

(In caso di vendita o locazione, il proprietario dell'immobile deve fornire all'acquirente l'attestato di prestazione energetica già in sede di trattativa)

Attestato di prestazione energetica: obblighi e sanzioni

L'attestato di prestazione energetica (APE) deve essere redatto per gli edifici di nuova costruzione o nel caso di interventi che interessano oltre il 25% della superficie dell'involucro dell'intero immobile, come il rifacimento di tetti, di pareti e di intonaci esterni, o l'impermeabilizzazione delle coperture.

Nel caso di vendita o locazione, il proprietario dell'edificio ha l'obbligo di fornire all'acquirente o al locatario l'attestato già in sede di trattativa e consegnarlo in allegato al contratto. Anche gli annunci di vendita o di affitto, devono riportare l'indice di prestazione energetica dell'edificio e la classe energetica corrispondente.

Chi non rispetta l'obbligo di redarre l'attestato APE in caso di vendita, affitto o ristrutturazione importante, la legge prevede una sanzione per i proprietari da 3mila a 18mila euro. Per il professionista che redige un attestato non conforme ai criteri stabiliti dalla norma, invece, l'ammenda è compresa tra i 700 e i 4200 euro. 

Riferimenti normativi

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 4 giugno 2013, n. 63 

Testo del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, coordinato con la legge di conversione 3 agosto 2013, n. 90, recante: «Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonche' altre disposizioni in materia di coesione sociale.» (GU Serie Generale n.181 del 3-8-2013)

Autore

Dott.ssa Elisa Di Mattia

Visualizza l'elenco dei principali articoli