Posidonia: una risorsa importante nella bioedilizia

Un nuovo modo di concepire una "semplice" pianta acquatica, che diventa una delle risorse più importanti da utilizzare nelle costruzioni moderne orientate al benessere fisico dell'utente. La Posidonia marina, da "isolata" a "coccolata" dalle aziende di materiali bio del mondo.


Tra i tanti isolanti naturali che si stanno utilizzando e sperimentando nel campo della bioedilizia, la posidonia o posidonia oceanica è senza ombra di dubbio una delle piante maggiormente sfruttabili.

Le caratteristiche della pianta infatti, fanno sì che possa essere impiegata per le costruzioni edilizie, mescolata e lavorata insieme con altre risorse naturali. Infatti la posidonia non è un'alga, non è soggetta a putrefazione, non produce sostanze tossiche e non è fonte di malattie e queste caratteristiche la rendono perfetta per essere impiegata nelle costruzioni ad uso abitativo di nuova generazione, in cui una mirata scelta dei materiali, durante la fase di edificazione, rende le strutture maggiormente o, addirittura, totalmente ecosostenibili.

Oltre alle caratteristiche precedentemente elencate, la posidonia è una pianta marina che possiamo reperire in abbondanza nei nostri mari. Il  Mar Mediterraneo ne è pieno. Basti pensare ai banchi di posidonia che troviamo sulle nostre spiagge e che vengono a volte rimosse al mattino per rendere lo spazio libero e accogliente agli spiaggianti.

Posidonia marina(Posidonia marina. Fonte www.blogdemedioambiente.com)

Solitamente questa pianta viene gettata nei rifiuti organici ma ora, se ne può fare un nuovo ragionevole uso: reperirla, lavorarla e renderla idonea per nuovi utilizzi, in particolar modo nell'ambiente delle costruzioni. "Dal punto di vista eco-sistemico, questa pianta acquatica ha l'importante funzione di proteggere la costa dall'erosione ed è la prova concreta della buona qualità delle acque marine. Produce circa 14 litri di ossigeno al giorno ogni 2 metri quadri di prateria".

In questa fase di scollamento dai vecchi metodi tradizionali di costruzioni, la posidonia potrebbe riprendere il posto che anticamente le era stato assegnato: isolante termico naturale, utilizzato prevalentemente per le coperture e le murature delle case dei pescatori.

Durante il Premio Abitare Verde "Architettura e Agricoltura insieme per nutrire il pianeta", che si è svolto a Torino nell'ambito del salone del Gusto-Terra Madre, a vincere la categoria prodotti è stato proprio una tipologia di isolante, campione di edilizia sostenibile: Edimare infatti, realizzato da Edilana, un'azienda sarda, è un isolante termico a base di pura lana di pecora sarda e posidonia spiaggiata. "Edimare-edilana - si legge nella motivazione del premio - offre, tra gli isolanti naturali, a parità di spessore, i migliori dati tecnici assoluti, nel risparmio energetico. A questo si aggiunge la resistenza del prodotto nel tempo, la tracciabilità totale delle materie prime, delle filiere, dei processi produttivi, la competitività economica, la custodia del territorio e della biodiversità".
"La giuria del premio Abitare Verde ha analizzato il nostro prodotto come si analizza un pomodoro, valutando il luogo di produzione e le persone che lo producono, la provenienza delle materie prime e le ricadute sull'ambiente e la filiera. Un approccio in cui ci riconosciamo, anche perché da sempre la nostra mission industriale è legata al produrre a km. corto e a trasformare le eccedenze dell'agricoltura in prodotti di eccellenza per l'architettura", spiegano dal team di EDIMARE, guidato dall'ingegner Simona Ortu.  

Un orgoglio per il nostro made in Italy, che ha dovuto competere con altre aziende Europee in concorso e che attesta lo spiccato desiderio di ingegneri e architetti di applicare materiali sempre più naturali che rendano la casa sana come se si trattasse di un cibo.
Mantenere il paesaggio intatto, sfruttare le risorse del nostro Paese e stare al passo con le nuove esigenze che vedono la bioedilizia accrescere sempre di più la propria influenza: questo è l'obiettivo che le aziende operanti in questi campi si stanno prefiggendo di raggiungere e a quanto pare con ottimi risultati. La posidonia è solo uno dei tanti materiali idonei ad essere recuperati, miscelati ed utilizzati senza attingere all'uso di sostanze estranee alla filosofia del costruire sano e bio e non possiamo far altro che augurarci che le menti eccellenti del nostro Paese si appassionino sempre di più a questa scienza operando per ottenere dei risultanti sempre migliori e rendere la nostra vita sana e pulita.

Fonti:
www.ambienteinrete.it
www.premioabitareverde-for-expo2015.it
www.greennews.info

Autore

Dott.ssa Manuela Borseti

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