Presto a Cesena un condominio passivo in legno
Dalla demolizione e ricostruzione di un vecchio edificio costruito negli anni Cinquanta nascerà presto a Cesena un condominio passivo in legno con struttura in X-Lam.
Solitamente quando parliamo di case passive siamo abituati a riferirci ad abitazioni monofamiliari o, tutt'al più, bifamiliari. Che la gran parte delle case passive – indipendentemente dal possedimento o meno della certificazione PassivHaus – sia progettata come residenza unifamiliare non significa che tali elevati standard energetici non possano essere applicati anche all'edilizia condominiale. Anzi, nel caso della costruzione (o ristrutturazione) delle residenze multifamiliari con criteri propri dell'edilizia passiva, alle necessarie questioni relative all'efficienza energetica e alla diminuzione dei consumi si aggiunge anche la rinuncia all'ulteriore consumo di suolo. Ciò è particolarmente evidente nel caso in cui la realizzazione di un edificio passivo non è semplicemente una nuova costruzione, ma è una ristrutturazione o un rifacimento di un edificio già esistente. Proprio in queste direzioni va un progetto presentato di recente per la città di Cesena, affidato all'architetto Stefano Piraccini e inserito nell'ambito di un più ampio progetto di "Rigenerazione Urbana" promosso dal CNA.

(Vista sudest del condominio passivo in legno di Cesena. Immagine di Stefano Piraccini)
Si tratta di un intervento di riqualificazione edilizia di un edificio privato realizzato negli anni Cinquanta che sarà demolito e, mantenendo gli stessi volumi di quello precedente, sarà convertito in edilizia condominiale. L'edificio precedente era composto da due appartamenti e due locali adibiti a negozi, mentre il nuovo edificio sarà realizzato su quattro piani e comprenderà otto piccoli appartamenti. La ricostruzione sarà effettuata utilizzando il legno come materiale strutturale, e prevederà prestazioni energetiche talmente elevate da rispettare gli standard passivi richiesti dall'istituto tedesco PassiveHaus, dal quale si prevede di ottenere la certificazione. Per garantire il rispetto degli standard PH, il condominio sarà realizzato mettendo in atto strategie sia passive che attive, che consentiranno di ridurre al minimo il fabbisogno energetico di ciascun appartamento.

(Vista dai ballatoi. Immagine di Stefano Piraccini)
Innanzitutto, la struttura sarà realizzata in legno X-Lam, particolarmente adatto alla realizzazione di strutture multipiano antisismiche ed energeticamente efficienti, anche con spessori non particolarmente elevati (in questo caso lo spessore dell'involucro sarà di 40 centimetri). L'edificio, inoltre, sarà dotato di coibentazione integrale e continua, per l'abbattimento dei ponti termici, e sarà rifinito con rivestimento ventilato in legno e Laminam. In aggiunta a questo, si metteranno in atto alcune strategie passive per limitare al minimo il fabbisogno energetico: l'orientamento degli appartamenti sarà studiato per trarre il massimo vantaggio dagli apporti solari sia per il riscaldamento che per l'illuminazione naturale degli ambienti; sui ballatoi dai quali si accede ai vari appartamenti saranno installati schermi frangisole scorrevoli, così da proteggere gli interni dall'irraggiamento in estate, consentendo al tempo stesso il passaggio del calore e della luce in inverno; l'edificio sarà anche dotato di finestre a tripli vetri che permetteranno un'ulteriore riduzione degli sprechi energetici; inoltre, per migliorare le prestazioni relative al riscaldamento e al raffrescamento degli ambienti sarà utilizzato un sistema di ventilazione controllata con pompa di calore, che renderà del tutto inutile l'utilizzo del gas cittadino per il riscaldamento dell'abitazione.

(Facciata nord-ovest. Immagine di Stefano Piraccini)
A queste strategie passive si affiancheranno anche alcuni elementi "attivi", che consentiranno di rendere l'edificio autosufficiente sul piano energetico. È infatti prevista l'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, e di pannelli solari termici per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. In questo modo l'edificio, oltre a configurarsi come casa passiva, sarà realizzato cominciando ad applicare fin d'ora il concetto di "Edificio a energia quasi zero", rispetto alle normative europee che vogliono la realizzazione di edifici di questo tipo a partire dal 2020.
Autore
Dott.ssa Serena Casu


















