Women green building: le donne e la bioedilizia

Anche nel settore della bioedilizia, le donne dimostrano grinta e voglia di fare. Dalla Sardegna, alla Sicilia, facendo il giro del mondo: problematiche e conquiste del gentil sesso.


La bioedilizia si tinge di rosa, poiché anche le donne trovano spazio nel green building, scoprendosi alternative, creative e combattive, nonostante le percentuali di impiego nel settore siano inferiori rispetto a quelle effettive del genere maschile.

In tutto il mondo associazioni e siti web, gestiti da donne, promuovono le costruzioni di bioedilizia, battendosi per il rispetto della natura e del nostro pianeta terra. Costruzioni in legno, edifici ecologici sembrano essere gli argomenti preziosamente custoditi tra le parole, ma soprattutto nelle azioni delle donne.

Donne progettiste

Anche in Italia si assiste ad una primavera del pink green building. Corsi di formazione e aggiornamento scorrono tra gli indici del web e sempre più cresce il numero delle donne appassionate di bioedilizia. Fortunatamente non solo il vigoroso hobby coinvolge il gentil sesso, ma anche un'azione sentita e attivamente partecipata: le due più grandi isole dello stivale ce ne danno una prova.

IN SARDEGNA, DANIELA DUCATO

«Gli antesignani della bioedilizia? I pettirossi con i loro nidi fatti di terra, lana e paglia. […]In quelle architetture c'è l'arte del riciclo, la norma di vita del km zero, ecologia, etica. C'è molto da imparare dagli animali», confessa Daniela Ducato. Il suo animo femminile si abbina perfettamente alle innovazioni ecologiche del made in Italy. La stessa si è distinta all'interno del panorama nazionale, ricevendo diversi premi per la grande creatività e per l'impegno dimostrato nell'impiego di materiali alternativi per il settore dell'edilizia, come lana di pecora, o facendo dell'agricoltura un alleato del modern design. La Ducato è anche coinvolta nella creazione del Polo Casa Verde CO2.0.

Daniela Ducato

(Daniela Ducato - Photo by Comune Cagliari News.it)

L'innovativa imprenditrice ha svolto un ottimo lavoro anche per la sua terra d'origine, la Sardegna e oggi può dirsi soddisfatto di essere «capitana di una squadra meravigliosa di persone [..]che hanno deciso di fare del tempo la moneta più preziosa e pensano che l'innovazione passi dallo scambio di saperi, competenze e tecnologie e dalla relazione. La filiera è una sorta di Banca del Tempo tra aziende che agiscono in una economia senza denaro, dove l'imperativo è: vietato sprecare, tutto si può riutilizzare. La miglior moneta è il tempo e la crisi aiuta ad aguzzar l'ingegno. Il sapere è lo strumento più competitivo che esista, ma produce ricchezza solo se lo metti a disposizione degli altri. Allora se il mio talento è 9 e il tuo 1, insieme abbiamo 10» (Fonte Unione Sarda).

IN SICILIA, IL WOMEN WOOD GREEN BUILDING

A Catania è stato presentato il progetto Women Wood Green Building - 2WEB, da parte di rappresentanti dei centri di formazione di tutta Europa e dal centro di consulenza e formazione Idee e Servizi Integrati di Catania. Le finalità del progetto sono la promozione delle eco-costruzioni in legno per lo sviluppo della filiera a livello locale e, soprattutto, l'attivazione di un processo di sensibilizzazione delle donne in questo ambito, coinvolgendo il gentil sesso nell'edilizia lignea ecosostenibile.

Donna progettista

Stefano Messina di Isei, ente organizzatore della tappa etnea, ha spiegato che le tematiche affrontate da questo progetto ricoprono un ruolo importante «in riferimento alla strategia 'Europa 2020' dell'UE che, ponendosi l'obiettivo di creare le condizioni per un'economia più competitiva e con un più alto tasso di occupazione, mira ad una crescita intelligente, sostenibile e solidale.[…]La sostenibilità prevede interventi diretti alla riduzione entro il 2020 delle emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, all'aumento fino al 20% rispetto al fabbisogno complessivo della proporzione di energia ricavata da fonti rinnovabili, all'incremento del 20% dell'efficienza energetica».

Le parole di Beatrice Martins di Sud Concept, organismo capofila del progetto sono state chiarificatrici per comprendere quanto il progetto 2WEB, «attraverso il coinvolgimento di cinque organizzazioni provenienti da Italia, Francia, Slovacchia e Grecia» abbia consentito di «porre le basi per la creazione di una rete europea sull'utilizzazione del legno nel settore dell'edilizia ecosostenibile».(Fonte Real Estate on line).

LE DONNE E LA BIOEDILIZIA

Le donne italiane, creative e piene di iniziativa, si pongono come ferree sostenitrici delle potenzialità della bioarchitettura, tuttavia, il settore del lavoro in quest'ambito le trova ancora decisamente in minoranza rispetto agli uomini. I dati rivelano che solo il 7% delle donne ha impiego nell'edilizia ed in particolare il 27% all'interno del settore degli arredi in legno, ad esclusione degli ambiti del restauro e dell'archeologia, nei quali risultano vincenti con il 70%.

Le diseguaglianze, tuttavia si riscontrano nel trattamento economico: le donne, infatti, guadagnano il 20 - 30% in meno rispetto agli uomini e nel settore della bioedilizia le vede spesso impiegate in part time. 

Donne impegnate in bioedilizia

Ma anche nel resto del mondo la situazione sembra non cambiare. La rivista inglese The Architect's Journal dichiara che, solo il 9% delle progettiste del Regno Unito riceve stipendi da direttore o capo studio (Fonte Clima Energia).

Autore

Dott.ssa Sara Tomasello

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